I batteri produrranno idrogeno: premiata una ricercatrice italiana

batterie microbi

Le batterie di pc e smartphone potranno essere ricaricate dalle proteine artificiali, grazie ad uno speciale sistema cui sta lavorando Marina Faiella, una giovane biochimica italiana, fra le vincitrici della borsa di studio internazionale L'Oreal-Unesco del programma Donne e Scienza 2013.

La scienziata, di soli 28 anni, ha creato delle proteine artificiali diverse da quelle esistenti in natura ma in grado di produrre idrogeno, dei veri e propri catalizzatori biologici. Per questo motivo, la giovane ha ricevuto la settimana scorsa a Parigi uno dei premi For Women in Science di L’Oréal in collaborazione con l’Unesco.

Di solito, i batteri vengono associati alle malattie e al ruolo che rivestono all'interno del corpo umano, dove svolgono funzioni essenziali per la salute. Ma essi potrebbero svolgere altri compiti. La ricercatrice italiana, nell'ambito degli studi dell'Arizona State University (Asu), ha cercato così di esplorare le altre capacità dei batteri di “ripulire” i rifiuti e produrre energia sotto la duplice forma di elettricità o idrogeno.

Sempre presso lo stesso ateneo si lavora sui batteri per giungere ad un risultato simile. Giuseppe Miceli in collaborazione con Rosa Krajmalnik-Brown e Cesar Torres dello Swette Center for Environmental Biotechnology, ha creato un metodo per far sì che i microbi potessero essere utilizzati per affrontare le sfide sociali, tra cui la decontaminazione ambientale (in particolare per le fonti d'acqua) e la produzione di energia pulita dai rifiuti.

Allo Swette Center, i ricercatori hanno dapprima esaminato vari aspetti della cella elettrochimica microbica (MXC). Qui, i batteri sono in grado di trasferire elettroni al terminale negativo o anodo in una speciale batteria biologica. Gli elettroni sono quindi liberi di fluire al catodo, il polo positivo della batteria, generando corrente utilizzabile nel processo.

Francesca Mancuso

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