Biotecnologie, Assobiotec: rafforzare la competitività italiana

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"Una strategia mirata a rafforzare la competitività italiana, così come è stato fatto dagli altri paesi europei". l'appello lanciato da Assobiotec alle istituzioni, a margine dell' 'Assobiotec Award 2010', durante il quale è stato eletto Alessandro Sidoli nuovo presidente dell'associazione per il triennio 2010-2012.

Un monito, quello dell'organizzazione di Federchimica, che mira quindi al sostegno del comparto delle biotecnologie. Il presidente uscente Roberto Gradnik, intervenendo all'assemblea, ha fatto sapere di augurarsi che le "Istituzioni recuperino la volontà di svolgere quel ruolo che a loro esclusivamente compete, per favorire l’innovazione e la ricerca nel nostro Paese”.

In alcune aree, ha poi lamentato Gradnik, “siamo rimasti a dieci anni fa”. Nel 2000, in Italia, “non si potevano sperimentare in campo varietà vegetali geneticamente modificate: e a distanza di molti anni è ancora così".

Tuttavia, facendo il punto sull'andamento del settore negli ultimi sei anni, l'ex presidente ha anche ricordato quanto "le biotecnologie italiane, pur giovani e partite in ritardo rispetto a tanti paesi europei nella competizione biotecnologica, sono comunque riuscite a emergere, grazie alle loro uniche forze".

A fargli eco il neo-eletto Alessandro Sidoli, che nel corso dell'assemblea ha infatti osservato la quantità "delle sfide importanti, che meritano di trovare attenzione da parte del Governo”.

Secondo Sidoli, infatti, oltre alla definizione di una strategia complessiva, "il futuro si giocherà sulla capacità del paese di individuare un sistema di finanziamenti adeguato alle caratteristiche della ricerca e sviluppo biotech, che renda attrattivo il paese rispetto agli altri competitor europei”.

Il numero uno di Assobiotec ha pertanto presentato una ricognizione effettuata in Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Olanda, Spagna e Ungheria, con l'obiettivo di rappresentare una base “di riflessione sui temi del sostegno al biotech. Così come nel resto dell’Europa– ha aggiunto- l’Italia merita di veder adeguato il sistema degli incentivi fiscali per le aziende che fanno innovazione, con misure efficaci e stabili per la piccola impresa innovativa, cuore del biotech italiano, sul modello eccellente esistente in Francia".

Il j'accuse riguarda dunque in prima battuta la "lentezza nell’erogazione dei pochi finanziamenti disponibili". E incentivare il biotech, avverte ancora Sidoli, "significa tutelare l’innovazione che si è fatta prodotto, garantendo adeguati ritorni sul mercato, non addebitando a tali prodotti, come troppo spesso è avvenuto con i farmaci innovativi, le inefficienze e gli sprechi presenti nella spesa sanitaria”.

Infine spazio anche all'oncologo ed ex ministro della Sanità, Umberto Veronesi, il quale ha dichiarato di essere a favore "dell'utilizzo delle conoscenze genetiche per tutte le attività umane comprese quelle agricole". Secondo quanto si apprende, inoltre, Veronesi avrebbe reso noto come quella contro gli Ogm, ad esempio, sia "una battaglia persa".

Augusto Rubei

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