A Roma il trapianto della mano bionica che trasmette le sensazioni

mano bionica

Per la prima volta è stata trapiantata ad un paziente una mano bionica che gli permette di “provare” sensazioni quasi uguali a quelle di una mano umana. Fino ad oggi, infatti, gli arti artificiali erano in grado captare i segnali del cervello inviati alla mano mancante e tradurli in movimenti, ma non riuscivano a lasciare dei “feedback sensoriali”.

La nuova mano bionica, che è collegata al sistema nervoso attraverso degli elettrodi applicati a due dei principali nervi del braccio, punta a ridare il senso del tatto alle persone amputate. Gli elettrodi permetteranno alla persona di controllare la sua mano usando solo il pensiero, ed invieranno anche segnali al cervello. Gli scienziati sperano che la scoperta aprirà la strada ad una nuova generazione di arti artificiali in grado di replicare meglio le parti del corpo umano, garantendo una sensibilità maggiore e movimenti migliori. Gli studi hanno dimostrato che la metà degli amputati ad una mano non utilizzano il proprio arto artificiale perché non hanno familiarità con il suo aspetto e funzionamento.

Il dott. Silvestro Micera, dell'École Polytechnique Fédérale di Losanna, ha contribuito a sviluppare l'interfaccia della mano bionica. Spiega: “Questa è una vera speranza per gli amputati: sarà la prima protesi che fornirà in tempo reale il feedback sensoriale per afferrare un oggetto”. É chiaro che più sentimento sensoriale possiede un amputato, più è probabile che accetterà pienamente il suo nuovo arto”.

Un prototipo fisso della mano venne collegato temporaneamente al sistema nervoso di un paziente, sempre tramite elettrodi, già nel 2009. Il paziente riusciva a muovere le dita della mano robotica, a stringerle in un pugno e ad afferrare oggetti, e disse che riusciva a sentire anche se gli venivano conficcati degli aghi nel palmo della mano. Il nuovo modello invece, che sarà completamente attaccato al braccio, invierà dei feedback sensoriali da tutte le dita, dal palmo e anche dal polso.

Antonino Neri

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