FBI: un nuovo database dei criminali grazie al riconoscimento facciale

Facial-Recognition

L'FBI guarda al futuro. 1 miliardo di dollari sono stati messi a disposizione nell'ambito di un progetto di cui fa parte anche un nuovo software di riconoscimento facciale per creare una banca dati a livello nazionale contenente i volti dei criminali. Come funzionerà? Il riconoscimento si baserà sull'analisi biometrica dei volti.

Il programma fa capo al progetto NGI (Next Generation Identification) volto all'aggiornamento del database delle impronte digitali nazionale. Ma l'FBI è andato oltre e ha iniziato ad estendere il riconoscimento facciale all'identificazione dei criminali.

Alcuni stati hanno già avviato il caricamento delle immagini nell'immenso archivio virtuale come parte di un programma pilota partito lo scorso febbrario. I dati biometrici presi in considerazione perché identificativi (al pari delle impronte digitali) sono le scansioni dell'iride, l'analisi del DNA e l'identificazione vocale. Entro il 2014 il programma dovrebbe essere implementato a livello nazionale.

La sicurezza nazionale è sempre più all'avanguardia, almeno negli States, ma c'è un altro risvolto, l'altra faccia della medaglia. Il programma potrebbe funzionare anche al contrario. Le immagini di una persona considerata "di interesse" potrebbero essere catturate dalle telecamere di sicurezza così come le sue foto pubbliche caricate su internet e confrontati liberamente col database di immagini dell'FBI. Un algoritmo potrebbe eseguire una ricerca automatica e restituire un elenco di risultati possibili. Idealmente, tali progressi tecnologici consentiranno alle forze dell'ordine di identificare i criminali più accuratamente e portare a rapidi arresti. Ma i difensori della privacy sono preoccupati per l'ampia portata dei piani dell'FBI.

Secondo gli esperti, le persone con la fedina penale sporca potrebberso essere fotografate a fianco dei comuni cittadini, ignari di tutto, che a questo punto finirebbero loro malgrado in un database federale, o sarebbero addirittura soggetti a sorveglianza ingiustificata.

Gli algoritmi ormai sono più che all'avanguardia. Tra essi particolare interesse desta quello sviluppato da Marios Savvides presso la Carnegie Mellon, capace di analizzare le caratteristiche di una vista frontale e laterale insieme alle foto segnaletiche, creando un modello 3D del volto, ruotandolo fino a 70 gradi in modo che corrisponda al volto raffigurato nelle foto e associare infine la nuova immagine 2D con un buon grado di precisione.

La fantascienza è ormai parte del passato...

Francesca Mancuso

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