Il pomodoro non ha più segreti: mappato il dna

pomodoro

Sequenziato l'intero genoma del pomodoro. Il Tomato Genome Consortium, un gruppo formato da oltre 300 scienziati provenienti da 14 paesi, è riuscito a svelare tutti i segreti del dna del pomodoro. Secondo gli esperti, in futuro, ciò potrà essere utile per migliorarne la produzione combattendo contro i parassiti e la siccità.

Anche l'Italia ha preso parte alla ricerca, attraverso Giovanni Giuliano dell’Enea, da Luigi Frusciante dell’Università di Napoli e da Giorgio Valle dell’Università di Padova, ma vi hanno preso parte anche e alcuni ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dell’Università di Udine, della Scuola Sant'Anna e di due ditte private, la BMR Genomics e l'Ylichron.

Il team italiano si è occupato soprattutto del sequenziamento e dell'analisi dei geni. Il risultato, ossia la sequenza genetica fornisce una dettagliata panoramica delle porzioni funzionali del genoma del pomodoro e del suo antenato selvatico, il Solanumpimpinellifolium, rivelando l'ordine e la struttura dei loro 35mila geni, suddivisi per 12 cromosomi.

Il pomodoro appartiene alla famiglia delle Solanacee, di cui fanno parte anche la patata, il peperone e la melanzana, ma anche piante ornamentali o medicinali come la petunia, il tabacco, la belladonna e la mandragola. I membri di questa grande famiglia si sono adattati nel tempo agli ecosistemi più disparati, dalla foresta pluviale tropicale al deserto dell’Atacama. E il sequenziamento ha rivelato le delle basi molecolari di tale processo.

Gli esperti hanno dunque scoperto che il genoma del pomodoro si è “triplicato” improvvisamente circa 60 milioni di anni fa, in un momento vicino alla grande estinzione di massa che ha portato alla scomparsa dei dinosauri. In seguito, la maggior parte dei geni triplicati andarono perduti, mentre parte dei "superstiti" si è specializzata e oggi controlla le caratteristiche importanti della pianta, tra cui il tempo di maturazione, la consistenza e la pigmentazione rossa.

Il Tomato Genome Consortium è stato fondato nel 2003 a Washington e include scienziati provenienti da Argentina, Belgio, Cina, Francia, Germania, India, Israele, Italia, Giappone, Corea, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti.

Gli esiti della ricerca sono stati pubblicati su Nature.

Francesca Mancuso

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