Farmaci: un microchip ci ricorderà quando prenderli

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Si chiama Sistema Helius ed è stato brevettato dall’azienda americana Proteus Biomedical. Sarà disponibile nel Regno Unito a partire da Settembre 2012 ad un costo di 50 sterline al mese (circa 60 euro), e aiuterà i pazienti a ricordare quando prendere la dose successiva del farmaco a loro necessario.

Il paziente dovrà ingerire una pillola modificata con l’introduzione di un microchip commestibile, il quale si attiva con i liquidi dello stomaco, mandando segnali ad un ricevitore applicabile come un cerotto su un braccio o una spalla. Il microchip, adeguatamente programmato su dosi e tempi dei farmaci da assumere, è in grado di rilevare diversi parametri come temperatura e battito cardiaco, e può controllare se il paziente ha un sonno regolare o se fa attività fisica a sufficienza. Immagazzinate tutte queste informazioni, il sistema le invia ad un computer o a uno smarthphone consultabile dal paziente stesso o dal suo medico di riferimento, avvisando quando è necessario prendere la dose successiva.

La tecnica potrebbe aiutare soprattutto le persone anziane, che spesso sono costrette a prendere molte pillole al giorno, e che non di rado sono vittime di disturbi della memoria. Una stima indica che circa la metà dei pazienti cronici (ovvero coloro che necessitano di medicine continuamente) non si curano in modo adeguato, saltando spesso le dosi necessarie.

Steve Gray, direttore sanitario di LloydsPharmacy, è molto positivo e dichiara: “Chiunque assuma farmaci sa quanto è facile perdere la traccia delle dosi e dei tempi. Aggiungete a ciò problemi di salute complessi e ansie per le famiglie che magari non possono vivere con i loro cari bisognosi di cure. Tutti loro possono apprezzare i vantaggi di un servizio informativo che aiuta i pazienti a ottenere il massimo dai loro trattamenti”.

Tuttavia c’è chi dubita, come Nick Pickles, che lavora presso Big Brother Watch, gruppo impegnato nella tutela della privacy. “Questa tecnologia ha potenziali effetti positivi sulla salute del cittadino –afferma- ma non dovrebbe essere usata a spese della privacy del paziente, che dovrebbe essere consapevole, insieme ai suoi familiari, di quello che sta facendo, e di chi ha accesso ai dati”.

A fronte di opinioni discordanti, si stima comunque che in Gran Bretagna il costo dei farmaci acquistati e poi non utilizzati sia per il Servizio Sanitario Nazionale di 400 milioni di sterline l’anno (poco meno di 500 milioni di euro), ed è quindi probabile che il governo decida di investire risorse nel dispositivo, distribuendolo ad un prezzo irrisorio.

Roberta De Carolis

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