Biologia: le cellule riprogrammabili in futuro potrebbero creare nuove forme di vita

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Un team di ricercatori dell'Università di Nottingham sta conducendo un progetto ambizioso che potrebbe contribuire al diffondersi della biologia sintetica. Con l'aiuto di ricercatori di altre parti del Regno Unito, Stati Uniti, Israele e Spagna, gli studiosi stanno cercando di creare una cellula riprogrammabile che possa agire nel sistema operativo di un computer come una cellula in vivo.

In altre parole, stanno cercando di creare un software cellulare che permetta ai ricercatori di modificare le cellule viventi senza cambiare il loro hardware. Se dovesse funzionare, il progetto rappresenterebbe un grandissimo passo in avanti per il settore della biologia sintetica.

Gli scienziati, infatti, potrebbero programmare facilmente e rapidamente le cellule affinché eseguano moltissime attività, e perfino creare forme di vita completamente inedite, con diversi campi di applicazione. In pratica, il sistema operativo permetterebbe di creare vari prototipi di forme di vita, risparmiando il tempo e l’energia che si consumano dovendo ricominciare da capo ogni volta che i ricercatori necessitano una cellula con una nuova funzione. Gli scienziati hanno iniziato cercando di rendere più programmabili i batteri dell’Escherichia Coli.

Secondo loro, in caso di successo, la riprogrammazione delle cellule e la realizzazione dei programmi potrebbe richiedere solo cinque anni di tempo, creando un database di programmi cellulari semplici da implementare, che consentirebbe all’intero campo della biologia sintetica di raggiungere nuove scoperte molto più rapidamente di quanto avviene oggi, che si va avanti piano piano attraverso tentativi ed errori. Le nuove scoperte, quindi, potrebbero essere enormi.

A volte la biologia sintetica viene criticata perché servirebbe a “giocare a fare Dio” (in quanto ha come scopo la creazione di nuove forme di vita), ma ha tutte le potenzialità per trovare applicazione in moltissimi campi, dai prodotti farmaceutici alle ricerche sull'energia pulita. Le cellule viventi su misura potrebbe essere adattate infatti per intervenite sui disastri ambientali, eliminare il carbonio in eccesso dall'aria, estrarre elementi inquinanti dall'acqua potabile, attaccare gli agenti patogeni all'interno del corpo umano, proteggere le risorse alimentari dai parassiti agricoli e molto altro ancora.

Antonino Neri

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