Wi-Fi libero: l’app Che Wi-Fi! ci aiuta a trovare gli hotspot

Che Wi-Fi cop

Mentre si discute sul Wi-Fi libero in Italia, un’app ci aiuta a trovare i punti di connessione pubblici: Che Wi-Fi!, lanciata dal Gruppo Mediobanca, ha raccolto già oltre 24 mila hot spot free grazie alle segnalazioni fatte sui social network dagli utenti. L’iniziativa è stata sviluppata dai creatori di CheFuturo!, il sito dell’editore CheBanca!

“Presentiamo il più grande database del Wi-Fi italiano. Con il vostro aiuto in poco più di quattro settimane abbiamo individuato, verificato e mappato più di 24 mila hotspot – con queste parole gli ideatori del progetto annunciano la creazione del database - Venti. Quattro. Mila. Nemmeno si sapeva che ci fossero 24 mila hotspot”.

Il progetto è stato costruito a mano a tutti gli effetti, usando Twitter e Facebook, dove gli utenti hanno segnalato la presenza degli hotspot. Dei 24 mila ricevuti e immagazzinati dalla redazione, quelli già presenti nel database perché verificati sono circa la metà. “É un lavoro che è appena iniziato: negli ultimi giorni il flusso di dati è stato continuo – spiegano gli ideatori - Tantissime amministrazioni pubbliche hanno aderito in extremis ma con entusiasmo”.

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Per la costruzione della vera e propria app per smartphone e tablet bisognerà attendere che il lavoro di ricerca sia completato. Il tutto è stato affidato, per questo, a Maurizio Napolitano e Matteo Brunati di Wikitalia, che useranno il database, con filosofia completamente open source, per sviluppare il software. La licenza con cui sarà rilasciata sarà OdbL, quella di Open Street Map.

Nel frattempo, comunque, le segnalazioni raccolte possono già dire diverse cose: ad esempio che il nord del nostro paese ha più della metà di tutti gli hotspot, e che Roma e Milano si contendono il titolo di città più connessa. Ma anche che il Piemonte e l’Emilia sono fra le regioni più vivaci sotto questo punto di vista.

Il database serve anche ad evidenziare le problematiche da risolvere, come la duplicazione di hotspot pubblici fra reti diverse a Roma o il vuoto inspiegabile in certe città del nord, pur molto ricche, a fronte dell’attivismo di Pesaro, Prato e Lecce, e la particolare virtù di Firenze che ha addirittura federato tanti reti diverse sotto un unico denominatore.

Una vera e propria fotografia del nostro paese connesso dunque. Nell’attesa di sapere se le nostre leggi incoraggeranno o limiteranno questa libertà.

Il database può essere scaricato e utilizzato gratuitamente, in versione opendata.

Roberta De Carolis

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