MIT: un programma informatico per decifrare lingue 'misteriose'

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Un programma informatico per decifrare lingue perse nel tempo. È il nuovo progetto messo a punto dalla professoressa Regina Barzilay del MIT (Massachusetts Institute of Technology). L'obiettivo è aiutare gli studiosi nel tradurre circa 3 mila idiomi oggi estinti, tra i quali, la lingua Ugaritica, usata nella trascrizione del Vecchio Testamento.

Agli studiosi, questa lingua semitica era apparsa dapprima come una serie di punti e di cunei disposti in vari modi. La sua scoperta risale al 1928, quando alcune tavole fecero la loro comparsa dalle antiche rovine della città Ugarit, grazie agli scavi di un team di archeologi francesi. Sebbene per alcuni aspetti fosse simile all’ebraico, gli esperti non riuscirono a decifrare l’ugaritico se non fino al 1932.

Lo sviluppo e l'efficienza del programma ha dunque aperto le speranze degli esperti, si tratta di "un nuovo potente sistema di decodificazione per tutte quelle lingue che ancora giacciono nel mistero", hanno dichiarato.

Tradizionalmente, il duro lavoro di interpretazione delle lingue è stato considerato un lavoro enigmatico rivolto soprattutto agli studiosi del settore e mai si sarebbe sperato nel supporto del computer”, spiega la dottoressa Barzilay.

Pronta però la replica di Richard Sproat, un linguista alla Oregon Health and Science University, che fa sapere come "questo tipo di programma può essere impiegato solo per quelle lingue che presentano tratti comuni con altri idiomi. Non è il caso dell’etrusco - ribadisce infatti lo specialista - il quale non presenta nessun legame con altre lingue note, se non per alcune parole di origine latina".  

Federica Vitale

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