Onde radio: il futuro delle telecomunicazioni passa dai fusilli

fusilli

Onde radio, si arrotolano a spirale attorno al proprio asse con una configurazione molto particolare, simile ai fusilli. A scoprirlo è stato un team di ricerca dell’Università di Padova, con a capo Fabrizio Tamburini, ed in collaborazione con i ricercatori dello Swedish Institute of Space Physics di Uppsala, in Svezia.

Per dimostrare l'efficacia della loro trovata, i ricercatori hanno effettuato un primo test a Venezia, il 24 giugno 2011 trasmettendo dei segnali dal faro dell'Isola di San Giorgio ad un'antenna parabolica di Palazzo Ducale, e dimostrando il modo in cui avevano fatto avvolgere le onde elettromagnetiche attorno al proprio asse. Ma quali sono i risvolti legati a tale scoperta?

L’esperimento intanto è avvenuto al di fuori delle condizioni di laboratorio in un luogo ricco di disturbi elettromagnetici causati dai cellulari dei turisti e dalle reti wi-fi.

"Per capire come sono congestionate le reti di trasmissione radio, provate a mandare un messaggio sms a Capodanno a mezzanotte" ha spiegato Tamburini. E per risolvere basta effettuate la torsione delle onde radio. Finora tale torsione era stata osservata solo nelle onde nel campo del visibile, ma non in quelle radio.

Secondo gli esperti, tale meccanismo consentirà di realizzare combinazioni potenzialmente infinite per ogni differente lunghezza d'onda, inserendovi al tempo stesso più di un canale di informazione simultaneamente. Potrebbe essere l'avvio di una nuova forma di trasmissione.

Come spiegano gli autori in un articolo, “i nostri risultati sperimentali possono essere utilizzati per aumentare la capacità di trasmissione radio senza aumentare la larghezza di banda e ciò può aprire nuove prospettive sulle comunicazioni wireless e radio”.

Entro ragionevoli limiti economici, si può pensare di usare cinque stati di momento angolare orbitale in senso orario e cinque in senso orario, al quale aggiungere quello privo di torsione”, ha aggiunto Tamburini. “Tutti insieme fanno undici canali su una stessa banda di frequenza. Ma usando le tecnologie attualmente impiegate per la televisione digitale, come i multiplexer, possiamo ottenerne fino a 55 sulla stessa banda”.

A parte le telecomunicazioni, a beneficiare della scoperta potrebbe essere anche l'esplorazione dello spazio ed in particolare lo studio dei buchi neri. Secondo Tamburini, un oggetto di studio adatto per testare la torsione delle onde radio potrebbe essere Sagittarius A, il noto buco nero supermassiccio nel cuore della nostra galassia, la Via Lattea.

Lo studio è stato pubblicato sul New Journal of Physics.

Francesca Mancuso

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