È giusto 'mettere al mondo' un figlio nello spazio?

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Lasciare la Terra per colonizzare nuovi mondi. Sono questi i piani futuri, magari in attesa che il progetto di portare l'uomo su Marte diventi realizzabile. Tuttavia, si rende necessario lo studio sui modi più adeguati di sopravvivenza e riproduzione della specie umana.

A tal scopo sono in corso in Giappone alcune ricerche ed esperimenti sullo sperma dei topi per capire se potranno sopravvivere e come saranno influenzati dai viaggi nello spazio. Altri scienziati, invece, cercano di rispondere alle difficili questioni morali riguardo alle possibili gravidanze e nascite di bambini nello spazio, dato che è noto come l'ambiente cosmico sia dannoso per il corpo umano e gli aspetti psicologici. "I filosofi ritengono che sia rischioso", spiega Cameron Smith, un antropologo della Portland State University, in Oregon. “È moralmente accettabile mettere qualcun altro a rischio senza il suo consenso? Cioè, avere un figlio in quelle condizioni?"

Mentre la prima generazione di colonizzatori dello spazio avrà una forte connessione con la Terra, i figli e i nipoti cresceranno sempre più distanti dal proprio pianeta-madre. E la vita lontana dalla Terra porrebbe una serie di sfide mai affrontate. “Forse, la più grande sfida per tutti i genitori è quella di garantire ai propri figli le opportunità per una vita buona ed interessante. Non nascono semplicemente per perpetuare l'umanità, ma per vivere”, considera ancora Smith. Scelte come il lavoro o il proprio coniuge, infatti, potrebbero eventualmente essere sottomesse agli interessi della sopravvivenza della comunità.

Queste ricerche sono propedeutiche ai viaggi che, un giorno, l'uomo si troverà ad affrontare. Sotto stretta osservazione, dunque, la salute degli astronauti nonché dei primi colonizzatori extraplanetari, oltre il loro benessere mentale. Gli studi condotti finora suggeriscono che la microgravità rischia di sconvolgere gli ormoni del corpo, mentre la radiazione cosmica potrebbe causare danni all'embrione.

In atto, alcuni test sulla Stazione Spaziale Internazionale, come Space Pup, ad esempio. Protagonisti sono alcuni spermatozoi di topi che, per diversi mesi, verranno monitorati per verificarne gli effetti dello spazio sulla fertilità dei mammiferi. "Mettere 50 mila persone su una navicella spaziale è una grande ricetta per il disastro; dobbiamo garantire che la vita sia tollerabile", dichiara Smith. "L'evoluzione culturale e biologica non regge bene ai grandi cambiamenti in un breve lasso di tempo. Quindi, io non inventerei nulla che fosse radicalmente diverso dall'esperienza umana".

È ormai noto come il progetto Mars One sia alla ricerca di volontari colonizzatori in partenza per Marte entro il 2025. E non solo. La ricerca si rivolge anche (e soprattutto) alle coppie sposate, le più indicate per combattere la solitudine spaziale. ad ogni modo, i "marsonauti" si troverebbero a dover affrontare nuovi habitat (probabilmente inospitali) e sopravvivervi. Mentre nuove generazioni non avrebbero modo di conoscere la loro reale provenienza. Il problema etico rimane: è giusto dare alla luce dei figli nello spazio?

Federica Vitale

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