Un viaggio su Marte? Dannoso quanto una TAC a settimana

uomo su marte

L'uomo su Marte a rischio radiazioni. Sebbene il rover Curiosity sia in grado di esplorare e osservare Marte da vicino, per gli uomini e le donne c'è ancora da aspettare. La Nasa, infatti, riferisce che un viaggio sul pianeta rosso è probabilmente impossibile da effettuare mediante le attuali tecnologie, proprio a causa delle radiazioni.

Il Radiation Assessment Detector di Curiosity (RAD) è riuscito a misurare la radiazione del pianeta dall'interno dello stesso rover ed ha rilevato alcuni dati che hanno portato la Nasa a riconsiderare l'efficacia dell'attuale schermatura dalle radiazioni.

I risultati, pubblicati sulla rivista Science, indicano che l'esposizione alle radiazioni per gli esploratori umani potrebbe superare il limite consentito nell'intero arco della carriera degli astronauti della Nasa, soprattutto se si persevererà nell'utilizzare i sistemi di propulsione attuali.

Sarebbero due le forme di radiazione che potrebbero arrecare potenziali rischi per la salute degli astronauti nello spazio profondo. La prima è costituita dai raggi cosmici galattici (GCR), ovvero particelle prodotte da esplosioni delle supernova e di altri eventi ad alta energia provenienti dal di fuori del sistema solare. L'altra forma è rappresentata dalle particelle solari energetiche (SEP), associate ai brillamenti solari e alle espulsioni di massa coronale del Sole.

Allo stato attuale, le navicelle spaziali di cui si dispone riservano una migliore schermatura contro le radiazioni SEP rispetto a quanto non facciano con quelle GCR. Queste ultime, infatti, sono altamente energetiche e in grado di penetrare la schermatura delle odierne navicelle spaziali. Al fine di proteggere gli astronauti dall'esposizione a tali radiazioni, la Nasa potrebbe dover concepire una migliore schermatura.

L'esposizione alle radiazioni, misurata in unità Sievert (Sv), aumenta il rischio di cancro. Essere esposti ad un solo Sv può aumentare del cinque per cento il rischio di sviluppare questa malattia. Il limite accettabile per l'agenzia spaziale statunitense, al quale potrebbero essere esposti i propri astronauti, accrescerebbe del tre per cento tale rischio. Gli strumenti RAD di Curiosity hanno stimato una media di 1.8 milliSv al giorno nel solo viaggio alla volta di Marte. La dose accumulata durante il viaggio, secondo Cary Zeitlin, autore dello studio e scienziato presso il Southwest Research Institute di San Antonio, sarebbe equivalente all'effettuare “una TAC di tutto il corpo una volta ogni cinque o sei giorni".

Tuttavia, nonostante queste nuove scoperte, si spera comunque di poter inviare un equipaggio umano su Marte. Anzi, queste nuove osservazioni non faranno altro che ampliare gli studi riguardo i modi necessari per proteggere gli uomini e le donne che prenderanno parte all'epico viaggio marziano. Le ricerche, dunque, non si fermano.

Federica Vitale

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