Russia: Gmail, Skype e Facebook rischiano di essere bloccati da Putin

Censura web

La Russia minaccia la libertà delle comunicazioni web. Putin e il suo governo, in seguito alla recente crisi ucraina, hanno appena approvato infatti un pacchetto antiterrorismo che prevede, tra le altre cose, delle misure restrittive per alcuni servizi come Gmail, Skype e Facebook e che equipara ai mass media anche i blog con almeno 3 mila utenti.

La legge, approvata in terza lettura lo scorso martedì 22 aprile, obbligherebbe in particolare tutte le società di comunicazione web, comprese quelle straniere, a conservare per sei mesi sul territorio russo tutti i messaggi degli utenti, con evidenti problematiche legate alla privacy e, secondo alcuni media russi, costringerebbe anche le compagnie straniere come Gmail, Facebook e Skype ad avere server nel Paese, come le russe Yandex, Mail.ru o Vkontakte.

Ma non finisce qui. Qualora le aziende straniere si rifiutassero di obbedire al pacchetto di Putin, il governo potrebbe bloccarle. Il provvedimento ricorda in parte le misure di censura della Cina, dove la versione standard di Skype per iOS e Android era già stata chiusa, impedendone la comparsa sui rispettivi negozi online, allo scopo di fermare ogni possibile accesso al web occidentale.

Gli stessi media russi appaiono preoccupati dall'approvazione della legge. Poiché il testo della legge è sia per i servizi russi che stranieri, teoricamente tutti dovrebbero adeguarsi, ma le autorità russe non possono garantire che i servizi Internet esteri abbiano i requisiti della legislazione russa, perché le loro infrastrutture tecnologiche si trovano fuori dal territorio nazionale.

"Le imprese straniere che forniscono servizi Internet sono al di fuori della giurisdizione russa ha spiegato infatti il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Mosca Konstantin Trapaidze - Pertanto non esistono gli strumenti giuridici di influenza su di loro da parte delle istituzioni pubbliche in Russia".

Ecco dunque che il pericolo del blocco è concreto. Per far rispettare la legge, visto che i servizi stranieri possono non avere le caratteristiche tecnologiche richieste, il governo potrebbe realmente bloccarle. E, mentre al di qua degli Urali invece si discute di privacy e libertà, in Russia è alta la preoccupazione anche per le possibili conseguenze a livello economico di una misura drastica di questo tipo.

Google, Microsoft e Facebook per ora non commentano.

Roberta De Carolis

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