Acqua sulla Luna: ma di chi è?

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La Luna è ricca d'acqua, fatto ormai accertato. Ciò potrebbe avere numerosi risvolti positivi per il nostro pianeta. Ma la semplice scoperta del prezioso liquido sul nostro satellite ha aperto una serie di dibattiti e quesiti.

Di chi è l'acqua? Di chi l'ha scoperta o delle società che si occuperanno di prelevarla? Secondo gli esperti di politica spaziale, la questione è controversa. Partiamo dall'ormai lontano 1967, anno in cui un documento, l'Outer Space Treaty consentì l'estrazione di acqua lunare.

A partire da quel giorno, quando la Nasa confermò la presenza di acqua sul suolo lunare, scienziati e imprenditori hanno iniziato ad escogitare piani per la raccolta. Ci sono mille modi per farlo, ad esempio trasformando il ghiaccio in vapore acqueo e utilizzando degli appositi robot in grado di raccogliere pezzi di ghiaccio congelato.

Ma al di là delle modalità di raccolta, gli esperti di diritto dello spazio sostengono che la determinazione della proprietà è una questione molto più complessa. Il Trattato sulla Luna del 1979 era destinato a disciplinare il modo in cui le sue risorse sarebbero state utilizzate. Ma nessuna delle nazioni che lo ha sottoscritto, lo nega.

Tuttavia, gli stessi paesi possono avvalersi dell'Outer Space Treaty, perché in esso non si fa esplicito divieto di estrazione di risorse. Ciò non risolve affatto il problema del possesso. Sarà dunque necessaria una nuova regolamentazione e nuovi accordi internazionali.

Francesca Mancuso

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