Felix Baumgartner sfida la barriera del suono

felix baumgartner

A realizzarla sarà Felix Baumgartner. Un'impresa “no limits”, denominata Red Bull Stratos, che unisce l'incognita delle missioni spaziali e l'ebrezza del lancio con il paracadute. Una caduta libera nel cielo del Nex Mexico, dalla quota più alta mai tentata da alcun essere umano: 120 mila piedi, che in metri diventano 36.576.

Felix Baumgartner è un austriaco quarantatreenne che oggi, 9 ottobre, tenterà di passare alla storia con questo insolito quanto audace lancio. L'obiettivo è quello di superare la barriera del suono con la sola forza di gravità e senza l'aiuto di alcun mezzo propulsivo. Solo un salto da una navicella costruita appositamente per l'occasione, in grado di portarlo in quota mediante un pallone atmosferico.

Ad attendere Felix nella stratosfera, aria rarefatta e totale mancanza di ossigeno. Basti considerare che l'altezza dalla quale si lancerà è pari al triplo di quanto un comune aereo di linea raggiunge, tra i 30 e i 40 mila piedi.

Ma Baumgartner non è nuovo a simili imprese. Lo avevamo lasciato sul Canale della Manica quando cercò di sorvolarla mediante delle piccole ali montate sulla schiena. Imprese al limite dell'immaginabile, dunque, o meglio, delle possibilità umane.

Tuttavia, ci sono dei possibili ostacoli che potrebbero intralciare la fattibilità e la buona riuscita dell'impresa. Infatti, nonostante niente sia stato lasciato al caso e la preparazione sia stata meticolosa, qualcosa potrebbe non andare come prestabilito. Baumgartner ha già effettuato lanci di prova da altezze minori rispetto a quella che lo attenderà in questa impresa. Inoltre, ad aiutarlo c'è una nutrita schiera di ingegneri esperti in lanci spaziali.

Dal punto di vista medico, invece, Felix sarà seguito da Johnatan Clark, marito dell'astronauta Laurel Clark, scomparsa nella tragedia della Space Shuttle Columbia. Dalla triste vicenda che ha vissuto in prima persona, il dottor Clark si è specializzato nella progettazione e sviluppo di attrezzature idonee per la sopravvivenza dell'uomo nello spazio. È di sua ideazione, infatti, la tuta che sarà indossata dal paracadutista e del tutto simile a quelle indossate dagli astronauti. Una tuta che, date le elevate altitudini, deve preservare dai possibili effetti causati dalle elevate altitudini. Senza un'adeguata protezione, infatti, Baumgartner sentirebbe ribollire il sangue nelle vene e gli occhi gli uscirebbero dalle orbite. Si tratta, quindi, di una tuta pressurizzata che manterrà in vita il paracadutista e testerà la nuova generazione di tute degli astronauti.

E per superare la barriera del suono? Questo rimane il pericolo che, almeno per il momento, non si può preventivare. Dopo l'impatto supersonico, solo allora, sarà possibile stabilire cosa accadrà a Baumgartner.

Per quanti volessero vivere in diretta l'esperienza del lancio supersonico, basta collegarsi sul sito Red Bull Stratos.

Federica Vitale

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