"Reaching for the Stars": incontriamo il capo della Nasa Charles Bolden

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Si è tenuta ieri, 22 giugno, presso la Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale dell'Università La Sapienza di Roma, la conferenza "Reaching for the Stars: example from my life as a marine, an astronaut and the Nasa Administrator". A svelarsi, appunto, l'attuale amministratore dell'agenzia spaziale americana Charles Bolden che, in questi giorni, sta tenendo una serie di simposi in diverse università europee. Prima di noi, Parigi.

La conferenza di Roma è stata voluta dal Centro di Ricerca Aerospaziale Sapienza e dal Consiglio di Area Didattica di Ingegneria Aerospaziale. Alcuni dei nomi intervenuti ad accogliere l'amministratore Nasa, il rettore Luigi Frati, il Presidente dell'Asi Enrico Saggese e l'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia David H. Thorne. Una serie di incontri programmati in mattinata con i ministri Gelmini e Schifani, con i quali si è discusso della partecipazione italiana al progetto Juno, attraverso il quale ci si propone di studiare Giove. Un altro incontro, tenutosi durante questa calda giornata romana, quello con il Papa che ha ricordato con piacere l'incontro con i due astronauti italiani presenti un mese fa sulla Iss, Paolo Nespoli e Roberto Vittori.

Un incontro fuori le righe, quello tra Bolden uomo di scienza e il Papa. Ma come afferma lo stesso amministratore della Nasa, il Papa è prima di tutto anche un uomo di cultura, curioso nell'approfondire tematiche da un punto di vista diverso da quello della Bibbia. Ad ogni modo, una volta nello spazio, cambia la prospettiva del proprio pensiero. E questo al Papa piace. Ovvio il riferimento all'ultima missione spaziale, quella che partirà l'8 luglio e che vedrà lanciare nello spazio l'ultimo Space Shuttle, Atlantis, caro a Bolden per essere stato la navicella con la quale ha raggiunto ed avverato il suo sogno. Ma l'industria americana non rimarrà ferma a guardare. Sono molti i programmi con i quali ci si prospetta di raggiungere in futuro lo spazio. Per il momento, fondamentale sarà la collaborazione internazionale. Anche e soprattutto per il fatto che la prospettiva del raggiungimento di Marte da parte di un equipaggio umano richiederà l'impegno di molti paesi. Detto a chiare lettere: non solo gli Stati Uniti. Un racconto di vita il suo.

Un Bolden cristallino che ha scelto di mettersi a nudo per quanti serbano il sogno di diventar astronauti. Un incitamento, il suo. Uno sprone a prepararsi, in diverse discipline. Ma come lui stesso afferma: "Non serve essere Superman!" e a quanti gli chiedono se questo era quello che avrebbe voluto fare da bambino, la risposta è no! Ha studiato fisica, Charles Bolden. E poi è entrato nei Marine. Gli chiesero perché non avesse mai tentato la via dello spazio. "Perché non mi avrebbero mai scelto", rispondeva. Ma fu scelto. E intraprese il suo volo a bordo dell'Atlantis, quello shuttle che ha voluto per sé, una volta a terra, in perenne esposizione al Kennedy Space Center. Un Charles Bolden gioviale e cortese. Disponibile, soprattutto con gli studenti.

E, forse immaginando le prevedibili domande, una serie di immagini ripercorrevano il suo racconto. Immagini che narravano gli esperimenti a bordo della Iss, le routine giornaliere, fino alle classiche curiosità: come dorme un astronauta? E come va al bagno? Un Bolden dalle mille curiosità e dalle tante spiegazioni tecniche che alternavano i momenti più divertenti. A tratti anche un Bolden emozionante. Come al termine del simposio, quando regala al pubblico più una lezione di vita che una lezione di fisica o di astronomia. Lascia tutti con un brivido quando chiude con una frase di Ntosi Johnson: "Fai quel che puoi, con quello che hai, con il tempo che ti occorre, nel posto in cui sei".

E un regalo simbolico arriva anche per l'università che lo ha ospitato e per il Presidente dell'Asi, quasi a sancire la stretta collaborazione fra il nostro paese e gli Stati Uniti. Un collage di immagini incorniciate che ritraggono la Iss affiancata dalle bandiere italiana e americana. Il logo della missione e la foto del lancio dello Space Shuttle Endeavour. Ma un consiglio, a chiosa della conferenza, commuove il pubblico: l'immagine dell'incontro dei due astronauti italiani a bordo della Iss, Vittori e Nespoli. "Ragazzi, era la prima volta che accadeva che due astronauti italiani si incontrassero sulla Stazione Spaziale Internazionale. Dovete essere orgogliosi di questi due uomini".

E noi lo siamo.

Federica Vitale

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