SpaceX: il futuro dell'esplorazione spaziale privata è più vicino

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Proseguono i preparativi per il secondo test di volo della capsula commerciale Dragon, di progettazione e realizzazione della società Space Exploration Technologies (SpaceX). Decisamente ancora poco noto a livello globale, i media non gli dedicano ancora il giusto tributo di importanza. Ma di rivoluzione si tratta, se si pensa che nel settore spaziale si sta insinuando un nuovo protagonista, ossia le aziende spaziali commerciali e private. Non solo più agenzie spaziali governative, dunque.

Era il dicembre 2008 quando SpaceX vinse i contratti Nasa COTS per fornire servizi di rifornimento per la Stazione Spaziale Internazionale. E il prossimo volo di Dragon rappresenta un test di volo per le navette cargo. In origine, questo secondo lancio era in programma per la fine di ottobre. Ma il fallimento della missione russa per il rifornimento della navetta Progress M- 12M del 24 agosto scorso, ha sensibilmente rallentato i preparativi in vista della partenza. Le ultime notizie indicano gennaio come presumibile mese per effettuare il lancio di Dragon.

La missione del volo denominato COTS Demo 2 raggiungerà la Stazione Spaziale Internazionale. Si attende nel frattempo l’autorizzazione definitiva da parte della Nasa ad un possibile aggancio della capsula alla stazione orbitante.

Per il momento, Dragon è partito dal centro di produzione di SpaceX ad Hawthorne, in California, ed ha finalmente raggiunto il Cape Canaveral Air Force Station, in Florida. Ad attenderlo, tutti i preparativi al lancio. Innanzitutto verrà agganciato al razzo Falcon 9 che avrà il compito di traghettarlo in orbita. Anche il razzo è di produzione SpaceX.

La capsula Dragon differisce dal primo esemplare per i suoi sistemi di navigazione, guida e comunicazione. Inoltre, durante il suo viaggio alla volta della Iss, dispiegherà per la prima volta i pannelli solari necessari per voli più lunghi. Il sistema di aborto al lancio integrato di cui è provvista la capsula è una delle possibili evoluzioni delle future generazioni di capsule che potrebbero diventare un vero e proprio sistema di atterraggio planetario. Il LAS (Launch Abort System) diventa necessario per la certificazione di Dragon al trasporto di astronauti.

Non resta che attendere il “Go” della Nasa all’aggancio alla stazione spaziale che avverrà con lo stesso sistema utilizzato con la navetta cargo giapponese HTV: attraverso il braccio robotico SSRMS (Space Station Remote Manipular System) che afferra la navetta e la aggancia direttamente alla porta di accesso alla Iss.

Federica Vitale

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