Terra: siamo 7 miliardi

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Le Nazioni Unite qualche giorno fa hanno annunciato che oggi 31 ottobre 2011 sarebbe nato il bambino che avrebbe portato la popolazione mondiale a 7 miliardi. A decretarlo è stata l’organizzazione che si occupa di ricerche demografiche, la United Nations Population Fund (UNFPA).

E mentre è forte la disputa su India e Filippine che si contendono il primato, con due bambine, rispettivamente Nargis, nata alle 7.20 ora indiana (2.50 in Italia) in un villaggio dello stato settentrionale dell'Uttar Pradesh, e May Camacho, nata nella capitale Manila due minuti prima della mezzanotte.

Non resta che chiedersi come sia distribuita la popolazione mondiale, quali siano le nazioni più giovani e quali, al contrario, quelle più vecchie. O, ancora, qual è la densità di popolazione, le speranze di vita e stabilirne il reddito.

Nel 1999, l’allora il segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan fu ritratto da fotografi e telecamere in un ospedale del centro di Sarajevo dove era nato l’abitante numero sei miliardi. Si chiamava Adnan Nevic e, avvolto in fasce, ignorava del tutto che la sua data di nascita, 12 ottobre, sarebbe stata considerata così importante a livello mondiale. Sono trascorsi dodici anni e l’episodio si ripeterà. Sebbene con tinte differenti. È stato creato un progetto che può essere consultato sul sito 7BillionActions.org, dove si trova anche un simpatico e curioso contatore della popolazione terrestre.

Le Nazioni Unite ci raccontano che la popolazione umana ha impiegato dodici anni per aumentare di un miliardo. Ma, curiosamente, ne aveva impiegati altrettanti per passare da cinque a sei miliardi, dal 1987 al 1999. Secondo gli esperti, il tasso di crescita della popolazione è in diminuzione almeno dal 1962, quando raggiunse il suo massimo del 2 per cento annuo. Ma la reale crescita si è avuta nel corso solo degli ultimi decenni. Raggiunse un miliardo all’inizio dell’Ottocento per poi impiegare quasi 120 anni per raggiungere i due miliardi. Ciò significa che solo negli ultimi cinquant’anni è passata da due a sette miliardi.

E l’Italia dove si colloca in questo quadro globale di nascite? La popolazione italiana odierna ha raggiunto i 60 milioni, ossia lo 0,86 per cento della popolazione globale. Inoltre, tra i nostri primati, quello sicuramente negativo che pone il nostro Paese tra quelli più anziani. I giovani rappresentano il 14 per cento della popolazione ed il tasso di crescita è pari allo zero. Unico aspetto in positivo è la vita media di ogni individuo, in grado di raggiungere 82 anni, tra le più alte al mondo.

La cifra di 7 miliardi, comunque, è solo rappresentativa. Stime e proiezioni numeriche si avvalgono di dati generici per ciascun paese. Come accadde già il 12 ottobre 1999, tale giorno fu considerato solo approssimativo e la nascita del piccolo Adnan Nevic una scelta simbolica.

Gli studiosi, piuttosto, si interrogano sulle difficoltà di determinare con esattezza la cifra esatta della popolazione mondiale. La scelta del 31 ottobre è spiegata da Hania Zlotnik, direttore della sezione Popolazione del Dipartimento degli Affari Economici e Sociali, in questi termini: “Un intervallo di qualche mese o anche di un anno potrebbe essere un ragionevole margine di incertezza”.

Gli errori in cui è possibile incappare sono diversi e i demografi ne sono consapevoli. Basti pensare alla sottostima che anche le nazioni più sviluppate possono determinare nei propri censimenti. Inoltre, nel caso della Cina, ci si potrebbe imbattere nell’errore inverso: una sovrastima che tiene conto anche delle nascite tenute nascoste a causa della politica del figlio unico in vigore dagli anni ’70.

Dati ipotetici, dunque. C’è chi addirittura attende il 2013 o addirittura il 2020 per veder salire la popolazione mondiale alla cifra di 7 miliardi. Ad ipotizzarlo è Wolfang Lutz, direttore del Vienna Institute of Demography.

Lasciando da parte numeri e stime, calcoli e proiezioni, chi sarà delle due il pargolo numero 7 miliardi?

Federica Vitale

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