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Project Nomad: come sopravvivere sul pianeta Marte

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Ma se l'uomo su Marte ci dovesse arrivare, dove vivrebbe? Lo ipotizza Project Nomad, un progetto che si prefigge di modificare la chimica dell'atmosfera marziana e del relativo suolo al fine di limitarne o eliminarne gli effetti nocivi per una possibile colonizzazione umana futura.

L'intenzione è quella di costruire degli edifici indipendenti che adoperano gli stessi minerali marziani per creare complessi di carbonio ad effetto serra nell'atmosfera. Si sono pianificate due fasi: Blue Mars e Green Mars. Questi due momenti saranno conseguenti a Phase One, ovvero il primo passo per rendere vivibile il pianeta. Marte è un pianeta spettrale; non dimentichiamo che Curiosity si trova sul pianeta proprio per rilevare tracce di probabili forme di vita. Con Phase One, dunque, si vorrebbe rendere il clima marziano idoneo alla presenza di vegetazione, oceani ed alla sopravvivenza di un ecosistema sostenibile.

È opinione comune e agli onori della cronaca come la Terra stia subendo gli effetti, spesso negativi, della presenza umana. Città sovrappopolate, inquinamento, sfruttamento delle risorse sono le cause alle quali ci si riferisce quando si parla di concreti problemi per il futuro del nostro pianeta. La Terra, inoltre, ha subito bruschi cambiamenti climatici, collegati ai gas ad effetto serra. Sempre più spesso, dunque, si ipotizza di colonizzare nuovi pianeti per “alleggerire” la Terra della nostra presenza. E Marte è da sempre negli obiettivi di molte missioni, nonostante la sua inospitalità.

Project Nomad è stato inserito nella Evolo 2013 Skyscraper Competition, un concorso promosso dagli spagnoli Antonio Ares Sainz, Joaquin Rodriguez Nuñez e Konstantino Tousidonis Rial. "La Terra ha subito drammatici cambiamenti climatici, che sono stati collegati, con un ampio consenso, ai gas ad effetto serra (GHG). La concentrazione di gas serra nell'atmosfera influenza direttamente la temperatura globale, con conseguenze drammatiche. Senza alcun dubbio, è indispensabile definire un obiettivo di massima emissione, al fine di limitare i problemi in futuro, la Terra”, si legge sul sito di eVolo.

Federica Vitale

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