Effetto serra su Marte per la presenza di fiumi e laghi

lago marte

Il passato di Marte era caratterizzato da un clima diverso rispetto a quello di oggi. Non solo per le temperature più elevate, ma pare sia stato più caldo e umido. Lo confermerebbe un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience.

La ricerca suggerisce che l'atmosfera marziana possa aver avuto livelli significativi di idrogeno se, sulla sua superficie, erano effettivamente presenti grandi quantità di acqua allo stato liquido. Le caratteristiche geologiche antiche di Marte, create circa quattro miliardi di anni fa dall'avanzare perpetuo dell'acqua, indicano che il pianeta una volta era coperto da oceani, fiumi e laghi.

Tuttavia, il Sole sarebbe stato meno brillante in quel momento rispetto ad oggi. Precedenti modelli climatici marziani mostrano, infatti, un'energia solare più debole, combinata all'effetto serra provocato dall'anidride carbonica e dal vapore acqueo. Questa combinazione, quindi, sarebbe stata sufficiente a creare le condizioni superficiali necessarie affinché per l'acqua rimanesse allo stato liquido sul pianeta rosso. "O l'antico Marte non era così caldo come pensiamo, oppure c'erano altri gas serra che aiutavano a mantenerlo caldo", afferma il professor Jim Kasting della Pennsylvania State University e uno degli autori dello studio.

Kasting e colleghi hanno utilizzato i modelli climatici per dimostrare che semplicemente pompare più anidride carbonica nell'atmosfera marziana non avrebbe reso gli stessi risultati. Una volta che la quantità di anidride carbonica nell'atmosfera ha raggiunto un livello critico, questa ha cominciato a condensarsi nella troposfera superiore, formando nubi di ghiaccio secco. "Abbiamo provato il biossido di zolfo, con il metano e anche mettendo il biossido di azoto nell'atmosfera, ma nessuna di queste cose ha funzionato", spiega Kasting.

I ricercatori hanno anche affrontato un altro problema. Hanno scoperto che l'albedo del pianeta, o la sua riflettività, sarebbe cresciuta all'aumentare della pressione superficiale, con conseguente minor energia in grado di raggiungere la superficie del pianeta.

Alla fine, i ricercatori hanno capito che avrebbero dovuto considerare l'idrogeno molecolare. “È un meraviglioso gas a effetto serra", dichiara Kasting. Per questo, il team di esperti ha sviluppato un modello climatico di Marte primordiale contenente tra i 1.300 e i 14 mila ettopascal di anidride carbonica e acqua, oltre ad un 5/20 per cento di idrogeno molecolare. "Questo potrebbe aver innalzato le temperature superficiali dell'antico Marte al di sopra del punto di congelamento dell'acqua", asserisce Kasting. "L'idrogeno molecolare è molto comune sui pianeti giganti: è il costituente principale delle atmosfere sia di Giove che Saturno".

Sui pianeti terrestri, l'idrogeno viene rilasciato nell'atmosfera attraverso l'emissione vulcanica di gas. Tuttavia, questo si disperde nello spazio dalle atmosfere planetarie. "Ciò non significa che non ci sia idrogeno, ma che si ha un equilibrio tra un'emissione vulcanica di gas di idrogeno e la sua fuga nello spazio", spiega Kasting. “Quindi occorre ipotizzare che sul primo Marte ci sia stata abbastanza gassificazione vulcanica e un ritmo altrettanto lento nella sua dispersione, tanto da essere possibile mantenerne una significativa quantità di idrogeno".

Federica Vitale

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