Saturno: laghi e mari di idrocarburi su Titano

lago idrocarburi titano

Su Titano, la luna di Saturno, potrebbero esserci laghi ricchi di idrocarburi. La conferma viene dalle nuove osservazioni fornite dalla sonda Cassini della Nasa. Un documento reso noto dagli scienziati che seguono la missione Cassini ha mostrato che sul satellite esistono dei blocchi di ghiaccio di idrocarburi.

Questi ultimi potrebbero ricoprire parte della superficie dei laghi e dei mari esistenti su Titano. La presenza di lastre di ghiaccio potrebbe spiegare le strutture particolari osservate da Cassini. "Una delle domande più interessanti su questi laghi e sui mari riguarda la possibilità di ospitare una forma esotica di vita", ha detto Jonathan Lunine, co-autore dello studio e scienziato della Cornell University di Ithaca. Secondo l'esperto, la formazione di ghiaccio galleggiante di idrocarburi sarà l'occasione per conoscere la chimica interessante del satellite e il confine tra liquido e solido, che può essere stato importante per l'origine della vita sulla Terra.

Titano è l'unico altro corpo del nostro sistema solare, oltre al nostro pianeta con corpi ad avere stabilmente sostanze liquide sulla sua superficie. Ma, mentre sulla Terra il ciclo di precipitazioni ed evaporazione riguarda l'acqua, su Titano coinvolge idrocarburi come etano e metano sotto forma di molecole organiche, che gli scienziati pensano possano essere gli ingredienti per la chimica più complessa da cui si è formata la vita. Cassini ha visto una vasta rete di questi mari di idrocarburi, che ricopre l'emisfero nord di Titano, mentre una serie più sporadica di laghi fa capolino a sud del satellite di Saturno.

Fino ad ora, gli scienziati di Cassini ritenevano che i laghi di Titano non contenessero ghiaccio galleggiante, poiché il metano solido è più denso del metano liquido e sarebbe affondato. Ma il nuovo modello considera l'interazione tra i laghi e l'atmosfera, causando diverse miscele di composizioni, sacche di gas di azoto e cambiamenti di temperatura. Da esso è emerso che il ghiaccio galleggia in inverno nei laghi ricchi di metano ed etano se la temperatura è al di sotto del punto di congelamento del metano, -297 gradi Fahrenheit.

"Ora sappiamo che è possibile vedere ghiaccio di metano ed etano su Titano in blocchi sottili che congelano assieme, molto simile al ghiaccio marino artico dell'inverno", ha detto Jason Hofgartner, primo autore della ricerca.

Un nuovo tassello per scoprire come davvero si sia formata la vita.

Francesca Mancuso

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