Uomo su Marte: quelle radiazioni che danneggiano il cervello

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Marte rende folli. Suona più o meno così l'allarme lanciato da un nuovo studio, secondo cui inviare l'uomo su Marte sarebbe pericoloso. I raggi cosmici, infatti, durante un viaggio interplanetario potrebbero causare danni al cervello, lasciando gli astronauti confusi, smemorati e lenti a reagire agli imprevisti.

Nello studio finanziato dalla Nasa, i ricercatori della University of California Irvine e dell'University of Nevada hanno avvertito che il bombardamento prolungato di particelle cariche nello spazio profondo potrebbe influenzare le cellule cerebrali coinvolte nei processi decisionali e nella memoria.

I viaggi nello spazio dunque non sono privi di rischi, questa è da tempo una certezza. Prima di inviare l'uomo su Marte, quindi, occorre capire come metterlo al riparo dalle minacce provenienti dall'universo e prepararlo non solo psicologicamente ma anche fisicamente alla condizioni estreme del pianeta rosso.

Per testare gli effetti neurali dei viaggi nello spazio profondo, i ricercatori guidati da Charles Limoli hanno esposto dei topi alle particelle cariche. Sei settimane più tardi, dalle analisi è emerso che gli animali erano privi della loro normale curiosità, erano meno attivi, più confusi e meno svegli rispetto al gruppo di controllo. Il danno è apparso chiaro agli occhi degli scienziati. Dopo aver effettuato alcuni esami, essi hanno scoperto che i topo presentavano le sinapsi danneggiate nelle aree del cervello associate alla memoria e ai processi decisionali, come l'ippocampo e la corteccia prefrontale. “Non credo che la nostra scoperta precluda le future missioni spaziali” ha detto il dottor Limoli. “Ma suggerisce che dobbiamo trovare alcune soluzioni”.

Questi tipi di cambiamenti cognitivi potrebbero manifestarsi durante la missione e potrebbero essere un vero problema”, ha detto Cary Zeitlin, del Southwest Research Institute di San Antonio, non coinvolto nello studio. Nel 2013, Zeitlin aveva già studiato il problema, scoprendo che i livelli di radiazioni tra la Terra e Marte rilevati dal Mars Science Laboratory durante il suo viaggio verso il pianeta rosso, erano elevati: come fare una TAC in tutto il corpo una volta ogni 5 o 6 giorni.

La radiazione dello spazio profondo è un mix unico di raggi gamma, protoni ad alta energia e raggi cosmici provenienti da buchi neri neonati e da stelle che esplodono. Sulla Terra siamo riparati dall'atmosfera e dal campo magnetico.

In 54 anni di volo spaziale umano, gli astronauti hanno raramente sperimentato grandi quantità di raggi cosmici. Gli equipaggi dell'Apollo, quelli che si allontanarono di più dallo scudo protettivo della Terra nei loro viaggi verso la Luna, riferirono di aver visto dei lampi di luce quando chiudevano gli occhi, causati proprio dai raggi cosmici.

Anche la Nasa da tempo è allo studio dei potenziali rischi per la salute delle radiazioni spaziali. Un portavoce della Nasa invece ha spiegato: “La Nasa riconosce l'importanza di comprendere gli effetti delle radiazioni sugli esseri umani durante le missioni di lunga durata oltre l'orbita terrestre” in vista dell'invio dell'uomo su Marte.

Francesca Mancuso

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