Uomo su Marte: meglio le donne, piu' leggere ed 'economiche'

donna marte

L'uomo su Marte? E se fosse una donna? Sono stati diversi gli studi che hanno dimostrato come il corpo femminile sia più forte e in grado di sopportare le vibrazioni e l'esposizione alle radiazioni. E, non da ultimo, è stato anche dimostrato che la condizione di isolamento sia sopportata maggiormente dalle donne rispetto agli uomini.

Deve averlo sempre sostenuto la Nasa. Era il 1983, infatti, quando inviò per la prima volta una donna americana nello spazio. Sally Ride, quindi, incise il suo nome nella storia, aprendo le vie dello spazio alle altre colleghe astronaute statunitensi.

L'obiettivo del pianeta rosso, dunque, non è un miraggio per la metà rosa del cielo. Sono in corso ormai da diversi anni studi ed esperimenti volti ad analizzare le risposte della razza umana ad una possibile missione marziana. In tal modo, si cerca per quanto possibile di creare habitat sulla Terra in parte simili alle condizioni marziane proprio al fine di verificarne gli effetti su corpo e psiche.

Ma quali sono state le orme lasciate dalle donne nello spazio? La prima in assoluto ad aver “volato” in orbita era la cosmonauta Valentina Tereshkova dell'Unione Sovietica. Fu lanciata 20 anni prima di Sally Ride. Si era in piena Guerra Fredda e sia la Russia che gli Stati Uniti avevano un proprio interesse a dimostrare al mondo di essere stati i “primi” in ogni cosa. Pochi mesi dopo, infatti, la Tereshkova fu seguita da un'altra cosmonauta, Elena Serova.

Il successo delle donne nel cosmo pare essere anche associato alla tendenza di rendere le missioni, di qualunque tipo, low cost. Aspetto, questo, fondamentale e legato alla capacità femminile di fare economia. Una missione marziana, infatti, si aggirerebbe attorno al considerevole costo di 450 miliardi di dollari. Ma questo secondo le stime relative al 1989. Oggi, al contrario, si pensa che 100 miliardi di dollari potrebbero essere sufficienti ad inviare un equipaggio umano su Marte. Basti considerare che, per il solo invio del rover Curiosity ne sono occorsi 2,5 miliardi.

Ma, aspetto decisamente curioso, è persino quello che considererebbe “economica” la donna anche in termini di spazio, ossia di area occupabile. Le astronaute, infatti, sono più piccole di corporatura rispetto ai colleghi uomini. Quindi, andrebbero ad influire meno sul playload, ovvero il carico di lancio e, quindi, anche sul costo dell'intera missione. Un viaggio verso Marte, infatti, presuppone che acqua ed ossigeno vengano riciclati. Ma il cibo? Quest'ultimo sicuramente richiede un carico diverso e le donne necessiterebbero di un fabbisogno minore.

Un equipaggio femminile, quindi, sarebbe l'ideale per i risparmi della agenzie spaziali. Ma cosa ne pensano le dirette interessate? E come la prenderebbero i colleghi astronauti, esclusi momentaneamente dai “giochi”? In questa fase di ricerca e di progettazione, l'attenzione è rivolta per lo più alla selezione delle persone adatte. Poco importa il genere o la statura. Molta attenzione è prestata alle dinamiche di gruppo che vengono ad instaurarsi in simili frangenti e alla psicologia individuale.

Ma, dopotutto, non ce ne voglia il sesso forte se la donna realmente inquadra l'ideale del marsonauta. Parola di Nasa e agenzie spaziali.

Federica Vitale

Image Credit: slate.com

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