Saturno come la Russia: pioggia di meteoriti sugli anelli

meteore saturno

Pioggia di meteoriti su Saturno. La sonda Cassini della Nasa, durante le sue osservazioni attorno al lontano pianeta del nostro sistema solare, ha osservato alcune meteore schiantarsi contro gli anelli di Saturno.

Più o meno quello che è accaduto lo scorso 15 febbraio in Russia, quando una roccia colpì Chelyabinsk. Anche su Saturno dunque i meteoroidi fanno capolino. E Cassini ha fornito la prima prova diretta dei flussi di detriti che hanno incrociato gli anelli di Saturno. Le nuove osservazioni della sonda della Nasa hanno permesso così di scoprire che assieme alla Terra, alla Luna e a Giove, gli anelli di Saturno sono uno dei pochi luoghi del sistema solare dove gli scienziati e gli astronomi sono stati in grado di osservare gli impatti che si verificano. Studiare il tasso di impatto di meteoriti provenienti da fuori del sistema di Saturno aiuterà gli scienziati a capire come si siano formati i diversi sistemi di pianeti attorno al Sole.

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Come sappiamo, il sistema solare è pieno di piccoli oggetti molto veloci e di varie dimensioni. I meteoroidi di Saturno vanno da circa un centimetro a parecchi metri di diametro. Ci sono voluti anni affinché potessero essere distinte nettamente le tracce lasciate da 9 meteoroidi nel 2005, 2009 e nel 2012, ma finalmente la Nasa è riuscita ad osservarli.

I risultati di Cassini hanno già mostrato gli anelli di Saturno fungere da rilevatori molto efficaci. Ad esempio, una 'ruga' sottile ma ampia che increspa gli anelli più interni di Saturno e che racconta di un impatto molto grande con un meteoroide nel 1983.

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Questi nuovi risultati implicano tassi di impatto molto frequenti e simili a quelli terrestri. Ciò significa che le rocce e le polveri che finiscono ogni giorno sulla Terra sono affini a quelle che cadono sugli anelli di Saturno. Nell'estate del 2009 ci sono state le condizioni favorevoli per scoprirlo, durante l'equinozio del pianeta, che si è rivelato un momento unico per vedere i detriti lasciati dagli impatti meteoritici vista la particolare illuminazione da parte del Sole.

Sapevamo che questi piccoli impatti si fossero verificati costantemente, ma non sapevamo quanto fossero grandi e frequentiha detto Matt Tiscareno, autore principale dello studio, secondo cui la luce del sole che splendeva sugli anelli di Saturno all'equinozio ha agito come un dispositivo anti-riflesso, quindi queste caratteristiche solitamente invisibili sono diventate evidenti.

Francesca Mancuso

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