La Cometa Ison ripresa da Hubble: le immagini dall'orbita di Giove

Hubble ison

Nuova immagine della Cometa Ison, scattata dal telescopio spaziale Hubble. La cometa del secolo, attesa per il mese di novembre, è stata immortalata da Hubble lo scorso 10 aprile. In quel momento Ison, nota anche come C/2012 S1, si trovava leggermente più vicina rispetto all'orbita di Giove, ad una distanza di 386 milioni di miglia dal sole, circa 621 milioni di chilometri.

E le attese del mondo scientifico e degli appassionati, non dovrebbero essere deluse. Anche a tale distanza, la cometa è già attiva visto che la luce del sole sta riscaldando la sua superficie e provocando la sublimazione del suo ghiaccio, che passa così dallo stato solido a quello gassoso. Una dettagliata analisi della polvere che circonda il nucleo ghiacciato della cometa Ison ha rivelato un forte getto di particelle di polvere, nella parte del nucleo rivolta verso il Sole.

Le misure preliminari effettuate sulle immagini di Hubble suggeriscono che il nucleo di Ison sia non più grande di 5 km. Un valore notevolmente piccolo considerando l'elevato livello di attività osservata finora nella cometa.

Gli astronomi stanno utilizzando queste immagini per misurare il livello di attività di questa cometa e calcolare così con precisione la dimensione del nucleo, al fine di prevederne l'attività, quando raggiungerà il punto di massimo avvicinamento al Sole, 1,2 milioni di km dalla sua superficie, il 28 novembre 2013. Attualmente Ison si sta avvicinando al Sole ad una velocità di 75.623 km all'ora.

Hubble ison2

Secondo le attuali stime della Nasa, la testa della cometa misura circa 5mila km in tutto, 1,2 volte la larghezza dell'Australia. La sua coda di polveri si estende invece per circa 92mila chilometri, ben oltre il campo visivo di Hubble.

Saranno effettuate ulteriori analisi per migliorare queste misure e per prevedere il possibile esito del passaggio al perielio di Ison, che potrebbe essere anche più luminosa della Luna. È probabile che il suo avvicinamento possa generare altri due fenomeni, il cielo tinto di blu elettrico delle “nubi nottilucenti” insieme ad una ricca pioggia di stelle cadenti.

Francesca Mancuso

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