Il satellite Planck ritrae l'universo da bambino

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Com'era l'universo alle origini? A realizzare la mappa più precisa dell'antico cosmo è stato il telescopio spaziale Planck dell'Agenzia Spaziale Europea, che con i nuovi dati forniti agli scienziati potrebbe rivoluzionare le conoscenze sulle caratteristiche dell'universo primordiale.

L'immagine mostra i primi 15,5 mesi di dati forniti da Planck e inquadra la luce più vecchia nel nostro universo, impressa nel cielo quando aveva solo 380.000 anni. Un'inezia se messa a confronto con l'età attuale, pari a 13,7 miliardi di anni.

All'epoca, l'universo era come una zuppa bollente, ricca di protoni, elettroni e fotoni che interagivano tra loro ad una temperatura di circa 2.700 gradi Centigradi. Quando i protoni e gli elettroni si unirono a formare atomi di idrogeno, venne rilasciata la luce. Secondo gli scienziati, dal momento in cui l'Universo si è espanso, tale luce oggi si è disposta sulla lunghezza d'onda delle micro-onde, equivalente ad una temperatura di soli 2,7 gradi sopra lo zero assoluto.

La mappa ha rivelato variazioni di temperatura molto piccole nella radiazione cosmica di fondo (CMB), la luce antica che ha viaggiato per miliardi di anni nell'universo prima di raggiungerci. Grazie alla precisione della mappa di Planck così elevata, è stato possibile rivelare alcune caratteristiche “inspiegabili”. “La straordinaria qualità del ritratto di Planck dell'Universo neonato ci permette di andare a fondo ai suoi strati fino alle fondamenta, rivelando che il nostro modello del cosmo è lungi dall'essere completoha spiegato Jean-Jacques Dordain, direttore generale dell'Esa.

Una delle scoperte più sorprendenti è che le fluttuazioni della temperatura della CMB non corrispondono a quelle previste dal modello standard, ma alle regioni con densità leggermente diverse agli stadi iniziali, che "rappresentano i semi di tutta la struttura che ne sarebbe poi derivata: le stelle e le galassie di oggi".

Spiega l'Esa che in base al modello standard della cosmologia, le fluttuazioni si sono generate subito dopo il Big Bang e si sono disposte su larghe scale cosmologiche durante un breve periodo di espansione accelerata conosciuto come inflazione.

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Un altro punto oscuro è l'asimmetria nelle temperature medie trovata negli emisferi opposti del cielo. Anche questo è in contrasto con la previsione fatta dal modello standard, secondo cui l'universo dovrebbe essere sostanzialmente simile in qualsiasi direzione guardiamo.

Già noto per aver osservato il ponte che collega due galassie, il satellite Plack è stato progettato proprio per creare una mappa di queste fluttuazioni attraverso tutto il cielo. E finora ha regalato risultati inaspettati: la materia che compone stelle e galassie contribuisce solo per il 4,9% alla massa/densità di energia dell'Universo. La materia oscura, che finora è stata rilevata solo indirettamente dalla sua influenza gravitazionale, costituisce il 26,8%, quasi un quinto in più rispetto alla stima precedente. Al contrario, l'energia oscura, una forza misteriosa ritenuta responsabile dell'accelerazione dell'espansione dell'universo, potrebbe essere meno di quanto si pensasse.

Francesca Mancuso

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