Alma scopre l'acqua nella culla delle stelle

alma acqua

Quando è nata la maggior parte delle stelle dell'universo? Molto prima di quanto si pensasse. Un nuovo studio, reso possibile dalle osservazioni delle galassie più lontane attraverso lo strumento Alma (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) dell'Eso, ha permesso agli astronomi di far visita all'universo nella sua fase 'giovanile' scoprendo che anche nelle galassie più lontane c'è acqua.

Secondo gli scienziati, il picco più alto della produzione di stelle si è verificato nell'Universo primordiale, nelle galassie brillanti e massicce, chiamate starburst. Esse infatti convertono le grandi riserve di gas e polvere cosmica in nuove stelle ad un ritmo frenetico, molte centinaia di volte più in fretta di una galassia a spirale come la nostra Via Lattea. Così osservando lontano nello spazio, gli scienziati dell'European Southern Observatory hanno osservato galassie così lontane che la loro luce ha impiegato molti miliardi di anni per giungere fino a noi. "Più è lontana la galassia e più indietro nel tempo si guarda, così misurando la distanza delle galassie possiamo costruire una cronologia di quanto vigorsamente l'Universo stava creando stelle nelle diverse tappe della sua storia da 13,7 miliardi di anni", ha spiegato Joaquin Vieira del California Institute of Technology, a capo dell'equipe e primo autore dell'articolo pubblicato su Nature.

Il team di ricercatori ha scoperto così queste galassie tanto lontane quanto misteriose usando dapprima il South Pole Telescope (SPT) da 10 metri della National Science Foundation. Poi ha usato Alma per esplorare il cosiddetto "baby boom'' delle stelle nell'Universo giovane, scoprendo che molte di queste galassie distanti da cui sono nate gran parte delle stelle erano ancora più lontano del previsto. E ciò influenza il periodo in cui le stelle si formarno, anticipandolo a 12 miliardi di anni fa (un miliardo di anni prima), quando l'Universo aveva poco meno di 2 miliardi di anni.

Due di queste galassie sono le più lontane mai viste del loro genere. Esse sono così distanti che la loro luce iniziò il suo cammino quando l'Universo aveva solo un miliardo d'anni. Ma c'è di più. All'interno di una di queste galassie da record, tra le molecole rilevate ci sarebbe anche l'acqua.

"Queste meravigliose immagini di Alma mostrano le galassie di sfondo deformate in numerosi archi di luce, noti come anelli di Einstein, che circondano la galassia in primo piano", ha detto Yashar Hezaveh (McGill University, Montreal, Canada) che ha condotto lo studio delle lenti gravitazionali. "Stiamo usando l'enorme quantità di materia oscura che circonda le galassie nel mezzo dell'Universo come telescopi cosmici che rendono più grandi e brillanti le galassie ancora più lontane".

L'analisi della distorsione svela che alcune delle galassie più distanti che formano stelle sono 40 bilioni (40 milioni di milioni) di volte più brillanti del Sole. "Finora erano state trovate a queste lunghezze d'onda submillimetriche solo poche galassie ingrandite dalle lenti gravitazionali, ma ora SPT e ALMA ne hanno scoperte a dozzine", ha detto Carlos De Breuck, un membro dell'equipe. "Questo tipo di scienza utilizzava soprattutto le lunghezze d'onda visibili, con il telescopio spaziale Hubble, ma i nostri risultati mostrano che Alma è un giocatore molto potente appena sceso in campo".

Curiosità. Lo strumento Alma è stato recentemente inaugurato. Già all'opera da qualche tempo, Alma è passato da progetto in costruzione a osservatorio funzionante a pieno titolo. Alla cerimonia era presente anche il Presidente del Cile Sebastián Piñera, che ha detto: "Una delle molte risorse naturali del Cile è lo spettacolare cielo notturno. Credo che la scienza abbia dato un contributo fondamentale allo sviluppo del Cile negli ultimi anni. Sono molto orgoglioso delle nostre collaborazioni internazionali in astronomia, di cui ALMA è il più recente e più grande risultato".

Francesca Mancuso

Leggi anche:

- Alma: arriva la prima antenna europea

- Stelle e pianeti si alimentano a vicenda

- Ecco perché alcune stelle rimangono sempre giovani

- L'universo è in recessione: non nascono più nuove stelle

Cerca