Materia oscura: a giorni un annuncio storico

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La materia oscura presto potrebbe avere meno segreti. Tra qualche giorno, saranno resi noti i risultati dei nuovi studi condotti grazie al potente strumento Alpha Magnetic Spectrometer 2, che si trova sulla Stazione Spaziale Internazionale.

In occasione dell'incontro annuale dell'American Association for the Advancement of Science, svoltosi il 17 febbraio scorso, il capo di un esperimento di fisica delle particelle ha fatto sapere che entro due settimane la ricerca sulla materia oscura farà un'ulteriore passo avanti.

Lo strumento, montato all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale, potrebbe aver scoperto qualcosa di nuovo. Secondo Samuel Ting, principal investigator AMS per il MIT, i risultati sono stati abbastanza importanti al punto che gli scienziati hanno rivisto la ricerca 30 volte prima di essere soddisfatti. Eppure, ha detto, rappresenta un "piccolo passo" per capire che cosa è la materia oscura.

Alcune teorie della fisica delle particelle suggeriscono che la materia oscura è fatta di WIMP (particelle massive debolmente interagenti), una classe di particelle che sono i “partner” delle particelle di antimateria. Quando i partner di materia e antimateria si incontrano, si annichilano a vicenda, quindi se due WIMP collidono, andrebbero distrutti, rilasciando una coppia di particelle “figlie” un elettrone e la sua controparte di antimateria, il positrone.

L'Alpha Magnetic Spectrometer è in grado di rilevare i positroni e gli elettroni prodotti dalla annichilazione di materia oscura nella Via Lattea. La macchina da 2 miliardi di dollari è stata installata sulla Stazione Spaziale Internazionale nel maggio 2011 portata dallo Shuttle Endeavour, e fino ad ora ha rilevato 25 miliardi di eventi di particelle, tra cui circa 8 miliardi di elettroni e positroni.

Anche se Ting è stato evasivo su che cosa, esattamente, l'esperimento abbia trovato, ha detto che i risultati sveleranno alcuni misteri sulla materia oscura. "Ci sono un sacco di cose che possono 'mimare' la materia oscura", ha detto il fisico teorico Lisa Randall dell'Università di Harvard, che non è coinvolto nel progetto, ma ha detto che sta attendendo con impazienza i risultati di AMS. "In questi esperimenti la domanda è: quando hai antimateria che potrebbe essere spiegata da sorgenti astrofisiche e quando invece hai qualcosa che in realtà potrebbe essere un'indicazione su qualcosa di nuovo?".

Francesca Mancuso

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