Scoperto il ponte di gas che collega due ammassi di galassie

Planck ponte galassie

Un ponte fatto di gas collega due ammassi di galassie distanti tra loro circa 10 milioni di anni luce. A scoprirlo è stato il telescopio spaziale Planck dell’Esa, che ha trovato un filamento di gas rovente tra le galassie Abell 399 e Abell 401.

Filamenti di questo tipo erano presenti numerosi nell'universo primordiale che formavano una sorta di gigantesca rete. Gli ammassi di galassie sarebbero poi sorti in corrispondenza dei nodi di quella antica rete, ossia nelle regioni in cui la materia si addensava maggiormente.

Non si sa molto riguardo ai gas tenui e filamentosi. Secondo gli astronomi potrebbero trovarsi tra gli ammassi di galassie interagenti, dove, essendo compressi e surriscaldati, è piùà facile individuarlo. Come ha fatto il telescopio Planck, che ha dunque conferma l'esistenza di un ponte di gas caldo che unisce i due ammassi di galassie.

In realtà, il gas rovente presente tra i due ammassi di stelle, distanti miliardi di anni luce dalla Terra, era già stato intravisto in banda X dal satellite Esa Xmm-Newton. Ma le nuove informazioni fornite da Planck hanno confermato la presenza di questi ponti intergalattici per la prima volta.

Inoltre, combinando i dati di Planck con quelli presenti nell’archivio di osservazioni a raggi X del satellite Rosat (lo stesso che precipitò sulla Terra lo scorso anno), gli scienziati hanno stimato che la temperatura si aggira attorno agli 80 milioni di gradi.

"Si tratta di un altro risultato astrofisico davvero eccezionale del satellite Planck dell’Esa", ha detto in un comunicato Barbara Negri, responsabile Asi dell’Esplorazione e Osservazione dell’Universo. "Da un lato questo risultato rappresenta un’ulteriore conferma della potenzialità dell’effetto Sunyaev-Zel’dovich nel fornirci preziose informazioni sullo stato del mezzo intergalattico, dall’altro evidenzia come il satellite Planck, originariamente progettato per scopi più propriamente cosmologici che astrofisici, si stia comportando in realtà come se fosse anche un meraviglioso osservatorio astrofisico spaziale".

La missione principale di Planck infatti è quella di catturare la luce più antica del cosmo, nota come radiazione cosmica di fondo, o CMB. Tuttavia, nel suo lungo tragitto, questa luce incontra diverse 'abitanti' dell'universo tra cui galassie e ammassi di galassie, ossia conglomerati di centinaia o migliaia di galassie tenute insieme dalla forza di gravità.

Spiegano gli esperti che quando questa radiazione di fondo interagisce con il gas caldo presente nelle galassie e negli ammassi, il suo spettro energetico subisce un’alterazione caratteristica, si tratta dell'effetto Sunyaev-Zel'dovich (effetto SZ), dal nome dei due scienziati che lo scoprirono. Grazie ad esso è stato possibile rilevare i deboli filamenti di gas che potrebbero creare questi ponti intergalattici.

Francesca Mancuso

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