Le immagini di 8 galassie lontane

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Un Universo pieno di stelle: così appare il nostro immenso cosmo guardando le immagini riprese dalla Nasa. Sono arrivate sulla Terra 8 fotografie di galassie lontane, catturate con i più potenti telescopi dell’agenzia spaziale statunitense. Fotografie di questo tipo, poiché raccolgono segnali di luce che provengono da luoghi immensamente distanti, rappresentano in realtà situazioni ben più lontane nel tempo, in particolare il tempo che ha impiegato la luce stessa ad arrivare fino ai sistemi di rivelazione sulla Terra. Sono ottimi strumenti, quindi, per studiare i cambiamenti dell’Universo nell’arco di miliardi di anni di storia, e per ipotizzarne i percorsi evolutivi.

Possiamo vederla in una notte chiara, in un luogo libero dallo smog: è la nostra galassia, la Via Lattea. Con una forma a spirale, della quale il nostro Sistema Solare occupa una regione di uno dei suoi rami, l’immenso agglomerato è composto di un numero di stelle compreso tra 200 e 400 miliardi. La zona centrale dista dalla Terra circa 26 mila anni luce (un anno luce è la distanza che la luce percorre in un anno, per cui gli spazi sono infinitamente lontani).

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Un’altra spirale è la galassia Ngc 7331, lontana circa 50 mila anni luce, nella Costellazione di Pegaso. Scoperta da Wilhelm Herschel in 1784, oggi “la sua evoluzione è una storia che dipende in modo significativo dalla quantità e dalla distribuzione di gas e polvere, dai luoghi e i tassi di formazione stellare, e da come l’energia di formazione dei corpi celesti è utilizzata dal contesto locale”, affermano gli esperti della Nasa.

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In questa terza foto le galassie sono più di una, e appaiono come cluster. Questa immagine mostra l’ammasso come era 9,6 miliardi anni fa, riferiscono gli studiosi, e quindi come era 3 miliardi di anni dopo il Big Bang. “Gli astronomi sono rimasti sorpresi di scoprire un gruppo stellare moderno in un periodo nel quale altri contemporanei tendevano ad essere molto più piccoli -spiegano dalla Nasa- Probabilmente [questo si è verificato] perché il cluster, in miliardi di anni, ha raccolto altre galassie, raggiungendo tali dimensioni”.

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Un’altra spirale cosmica è M106, ripresa con strumenti ad altissima potenza e risoluzione, tra cui il Very Large Telescope Array. Gli astronomi suggeriscono che le galassie a spirale hanno questa forma per via di “una stretta interazione gravitazionale con una galassia vicina”. Quando una galassia è molto grande, infatti, la sua gravità può distorcere quelle che si trovano nel suo intorno.

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Della medesima forma è anche Ngc 1097, distante circa 50 milioni di anni luce. L’oggetto visibile al centro è un enorme buco nero, con un anello di stelle che lo circondano. “Il buco nero è enorme, circa 100 milioni di volte la massa del nostro soleriporta la Nasa- e si sta alimentando con gas e polvere di stelle vicine. Il buco nero centrale della nostra Via Lattea, che presenta una massa di qualche milione di soli, è privo di forze al confronto”. La polvere rossa rappresenta le stelle appena nate (quindi più calde), mentre i corpi celesti più vecchi sono di colore blu. In realtà la macchia blu a sinistra del buco nero è un’altra galassia secondo gli esperti, ma non è noto se la sua posizione sia semplicemente il risultato di un allineamento casuale.

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Ecco invece una delle galassie più vicine a noi, a “soli” 2,5 milioni di anni luce: M31, più nota come ‘Galassia di Andromeda’, che contiene circa un trilione di stelle e si estende per oltre 200 mila anni luce. “Masse di stelle giovani scaldano la coltre di polvere che le circonda, causando un bagliore di luce infrarossa, scrivono gli astronomi della Nasa. Le parti blu, anche qui, sono invece raggi x dovuti ad esplosioni di supernove e stelle morte di grandi dimensioni.

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Il potentissimo telescopio spaziale Spitzer è riuscito a catturare anche la galassia scoperta dall’astronomo Paolo Maffei, Maffei 2, considerata nascosta perché invisibile alla maggior parte dei sistemi di rilevazione astronomica. Alcuni esperti ritengono che le forze gravitazionali giganti di questa e di Maffei 1, l’altro ammasso stellare trovato dal medesimo studioso, possano aver influito nella storia iniziale della nostra Via Lattea e di altre galassie nel medesimo intorno cosmico.

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Ospita un covo di stelle giovani, dicono gli esperti, come risulta evidente anche osservando il colore blu predominante dell’immagine: la Nasa descrive infatti Messier 82 come “un ritratto vivace”. Si trova a circa 12 milioni di anni luce da noi, nella costellazione dell’Orsa Maggiore, e, come scrive la Nasa, “nella sua mezza età è in fase di rinascita, con le raffiche di formazione stellare più intense mai avute al suo interno”.

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In copertina, invece, Ngc 6240, una coppia di galassie riprese in un raro e breve momento della loro evoluzione mentre collidono tra di loro formando un unico agglomerato.

“La legge morale in me e il cielo stellato sopra di me” scriveva il filosofo Immanuel Kant alla fine del XVIII secolo. Un cielo stellato vivo e ricchissimo, sappiamo oggi.

Roberta De Carolis

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