L1544: c'e' acqua nella culla delle stelle

L1544 Herschel

Vapore acqueo nell'universo, nel bel mezzo di una nube di polvere di stelle. Lo ha scoperto il telescopio spaziale Herschel dell’ESA, che durante le sue indagini ha osservato una nuvola di vapor d'acqua estesa quanto 2mila oceani terrestri. Con una particolarità. Nella nube sta nascendo una stella simile al nostro Sole.

La nube pre-stellare L1544, situata in direzione della costellazione del Toro, conterrebbe dunque tanta acqua. Lo studio condotto da un team di ricercatori guidato da Paola Caselli dell'Università di Leeds e associata Inaf in collaborazione con Claudio Codella e Brunella Nisini dell'Inaf, ha dunque scoperto l'esistenza dell'acqua, elemento fondamentale per lo sviluppo di forme di vita, anche sotto forma di vapore.

Lo spettrometro HIFI (Heterodyne Instrument for the Far-Infrared spectrometer) del telescopio spaziale dell'Esa ha identificato nello spettro della radiazione infrarossa proveniente da L1544 una riga prodotta dall'acqua sia in emissione che in assorbimento, che indica che il collasso gravitazionale della nube è appena iniziato. Ciò significa che le molecole di acqua osservate dal telescopio si stanno muovendo verso il centro della nube, dove nascera la futura stella.

Ma c'è di più. Oltre ad avere scoperto l'acqua, le misure fornte da Herschel hanno permesso agli scienziati di dare una stima affidabile della sua abbondanza. “Grazie allo strumento HIFI a bordo di Herschel, il vapor d'acqua è stato finalmente non solo rivelato in una nube pre-stellare, ma addirittura quantificato” ha detto Brunella Nisini. “La massa totale di vapor d'acqua individuata il L1544 è corrispondente a circa 2000 oceani terrestri, mentre è presente una ben più grande riserva di acqua ghiacciata, corrispondente a circa 2,6 masse di Giove. Questo valore è stato stimato in base a modelli chimici che riproducono la quantità di vapor d'acqua osservato”.

Fino ad ora, gli scienziati avevano tentato ma con scarsi risultati di misurare l'abbondanza dell'acqua nelle nubi pre-stellari. Ma solo l’entrata in funzione del telescopio spaziale Herschel, lanciato nel 2009, ha permesso di riuscire nell'impresa. “Il motivo di questa difficoltà è che l'interno delle nubi pre-stellari è troppo freddo perché l'acqua sia in forma di vapore e possa essere osservata” ha detto Claudio Codella.Infatti riteniamo che la maggior parte dell'acqua sia congelata sulla superficie dei grani di polvere che compongono le nubi, ricoprendoli con spessi mantelli di ghiaccio, dove anche altre molecole organiche (pre-biotiche) si formano e rimangono intrappolate. Questi grani di polvere sono i costituenti principali delle future comete, asteroidi, lune e pianeti”.

Ma perché è così importante conoscere le nubi pre-stellari e le loro componenti? Spiegano gli esperti dell'Istituto Nazionale di Astrofisica che le stelle come il nostro Sole si formano all'interno di nubi molecolari dense, fatte di gas e fini grani di polvere circa 1000 volte più piccoli delle particelle di sabbia. Queste nubi pre-stellari appaiono come macchie scure poiché assorbono tutta la luce visibile delle stelle che sono dietro di loro. Tali nubi sono estramemente fredde, si trovano infatti a circa -263 gradi Celsius, vicinissime allo zero assoluto, ma al tempo stesso contengono tutti gli ingredienti per formare una stella e un sistema planetario come quello in cui si trova la nostra Terra.

Conoscerle significa avere informazioni fondamentali sulla nostra origine e al tempo stesso sul modo in cui può nascere la vita all'interno di altri sistemi solari.

Francesca Mancuso

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