Nel sistema solare tracce di antiche comete aliene

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Appaiono simili alle comete dei primordi quelle scoperte attorno ad alcune stelle. E ciò suggerirebbe il fatto che la materia attorno a tali stelle si sia amalgamata all'interno del sistema solare sin dalle origini della sua formazione.

Sono migliaia i pianeti identificati finora dagli astronomi e tutti orbitanti attorno a stelle distanti. Oltre ad essi, sono state scoperte vaste nubi di comete extrasolari, tra la quali sfere di ghiaccio e rocce. E questo lascia supporre agli scienziati che sulla Terra, quando miliardi di anni fa fu bombardata da un elevato numero di queste comete, siano rimaste tracce non solo dell'acqua che oggi costituisce gli oceani, ma potenzialmente anche degli ingredienti idonei a formare la vita.

Per studiare più “da vicino” le comete aliene, gli scienziati si sono concentrati sul sistema Beta Pictoris, distante dal pianeta Terra circa 63 anni luce. Il motivo è ben preciso: Beta Pictoris ha la stessa età del nostro sistema solare, ossia 12 milioni di anni. Al suo interno sono ospitati un disco di polveri e almeno un pianeta relativamente vicino ad esso. Una distanza pari a 10 volte la distanza della Terra dal Sole.

Grazie all'Osservatorio Spaziale Herchel dell'Esa, è stato possibile penetrare all'interno di Beta Pictoris. I materiali attorno alla stella assorbono la luce stessa, producendo quello che gli scienziati chiamano “spettro”. Attraverso di esso, è possibile identificare il tipo di materiali all'interno del sistema.

I ricercatori hanno così riscontrato segni di un tipo di cristallo dal caratteristico colore verde-oliva, particolarmente ricco di magnesio nel momento stesso in cui si forma nello spazio. È praticamente certo che tale tipo di cristallo abbia fatto parte delle antiche comete presenti nel sistema solare. E, inoltre, ciò lo rende simile alla composizione delle primitive comete del sistema, come per esempio 17P/Holmes e 73P/Schwassmann-Wachmann.

Trovo entusiasmante che siamo riusciti a identificare l'impronta spettrale di questo materiale in un altro sistema planetario”, afferma Bernard lammert de Vries, astrofisico presso la KU Leuven University, in Belgio.

Il livello standard di cristallo olivastro riscontrato sia in Beta Pictoris che nelle antiche comete del sistema solare suggeriscono che la materia attorno queste stelle si sia mescolata in modo simile, sebbene Beta Pictoris sia una volta e mezza più massiccia del Sole e otto volte più luminosa. “Questo è un passo avanti nella comprensione di come i pianeti e le stelle si siano formati”, conclude de Vries.

Federica Vitale

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