Detriti spaziali: i resti di un satellite russo sfiorano la Stazione Spaziale Internazionale. In fuga gli astronauti

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Detriti spaziali. Sulla Stazione Spaziale Internazionale si è rischiata la tragedia qualche giorno fa. Lo scorso venerdì, un rottame proveniente dal razzo russo Cosmos ha iniziato la sua corsa verso la ISS. I sei astronauti a bordo, però, hanno avuto il tempo di rifugiarsi all'interno della capsula Soyuz il giorno seguente, sabato 24 marzo.

Un rischio davvero molto grosso, visto che i detriti sono passati a distanza ravvicinata dalla Stazione Spaziale Internazionale. Il Centro di Controllo Missione della Nasa ha svegliato i sei cosmonauti, tre russi (Anton Shkaplerov, Anatoly Ivanishin e Oleg Kononenko), due statunitensi (Dan Burbank e Don Pettit) e un olandese (Andre Kuipers dell'Agenzia spaziale europea), invitandoli a rifugiarsi all'interno della Soyuz dopo che era stata determinata la possibilità che i detriti colpissero la stazione, come ha spiegato la Nasa attraverso un comunicato.

L'Agenzia spaziale americana ha subito avviato il monitoraggio dei detriti già dalla mattina del venerdì ma solo in un secondo momento ha deciso di adottare le misure precauzionali, dopo che le analisi e i calcoli avevano evidenziato la possibilità che i rottami potessero colpire la Stazione Spaziale.

"L'equipaggio dell'Expedition 30 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ha ricevuto un 'via libera' ad uscire nei loro veicoli Soyuz, dopo che un piccolo frammento del satellite russo Cosmos si era stato localizzato lo scorso venerdì" ha spiegato la Nasa.

Secondo gli esperti, il suo passaggio sarebbe avvenuto a circa 23 km (14,2 miglia) dalla ISS. Da qui la decisione di mettere in salvo l'equipaggio, che ha trascorso il weekend fuori dalla Stazione. Ma il pezzo di spazzatura spaziale è stato avvistato troppo tardi per spostare il laboratorio orbitante fuori dalla sua traiettoria ed è passato a soli 11 chilometri, poco prima delle 8 ora italiana.

È pur vero che le probabilità di collisione erano remote, ma il potenziale rischio di impatto è stato sufficiente per ordinare la fuga all'equipaggio.

Si tratta del terzo evento simile in 12 anni, quest'ultimo frutto della collisione avvenuta nel febbraio 2009 tra il satellite Cosmos 2251, lanciato nel 1993, e un satellite di telecomunicazioni americano, Iridium–33.

Per fortuna, solo in altre due occasioni gli astronauti in orbita a bordo della ISS sono stati costretti a fuggire da un passaggio di detriti spaziali davvero troppo ravvicinato. E questa volta è andata bene, ma forse è davvero tempo di correre ai ripari, cercando immediate soluzioni per il problema dei detriti spaziali.

Francesca Mancuso

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