Origine dell'Universo: la comparsa della vita

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Forse la base della vita fin dai primordi dell'Universo. È questa l'ipotesi che porterebbe i radioastronomi a rimettere in discussione la tesi tradizionale, in seguito alla scoperta dell'impronta chimica dell'atomo di carbonio, ossia l'elemento base per la costruzione delle molecole organiche e biologiche.

L'interessante scoperta proviene dalle stelle della più remota galassia, TN J0924 - 2201, risalente al primo miliardo di anni dopo il Big Bang. La scelta di questa lontanissima galassia non è stata casuale, bensì voluta. Infatti, nei precedenti studi condotti si era rilevato un indice di metallicità più elevato proprio nelle galassie più remote nello spazio-tempo.

La ricerca effettuata dagli studiosi dell'Università di Tokyo ha identificato le righe di assorbimento del carbonio nello spettro emesso dalla galassia. Lo strumento utilizzato nelle indagini è lo spettrometro FOCAS del telescopio Subaru.

Tale scoperta retrodata l'epoca della sintesi di elementi pesanti determinati dalla nucleosintesi stellare. E ciò apre nuove strade all'ipotesi riguardo la tempistica necessaria per l'instaurarsi dei processi chimici alla base delle prime molecole organiche.

Dunque, se secondo il modello standard solo l'idrogeno, l'elio e il litio erano presenti nell'Universo uscito dal Big Bang, il fatto che possa esserci stato anche del carbonio ed altri elementi più pesanti, i metalli appunto, farebbe pensare a dei processi di nucleosintesi stellare verificatisi più rapidamente del previsto.

Tale ipotesi aprirebbe la possibilità al fatto che le molecole organiche si siano evolute in tempi adeguatamente lunghi affinché potessero raggiungere un alto grado di complessità.

Nuove e affascinati ipotesi, quindi, sul mistero dell'origine della Vita.

Federica Vitale

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