Alma: arriva la prima antenna europea

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L’Europa arriva in Cile, grazie alla prima antenna del nostro continente installata nell’ambito del progetto Atacama Large Millimeter-submillimeter Array (Alma), il grande sistema di radiotelescopi in costruzione nel deserto di Atacama. L’ultima tappa del trasporto, quella definitiva, è avvenuta il 27 Luglio scorso e si è felicemente conclusa nella piana di Chajnantor, dove si trova l’Array Operation Site.

Con questa il numero totale delle antenne sull’Alma Operations Site sale a 16. Sembra un numero qualsiasi, ma rappresenta una pietra miliare per il progetto” ci tiene a precisare Jan Brand, dell’Inaf-Ira di Bologna e coordinatore dell’Alma Regional Center italiano. 16 è infatti il numero di antenne specificato per poter cominciare le prime osservazioni scientifiche. Quando il primo Call for Proposals (invito a presentare progetti, N.d.R.) venne rilasciato, lo scorso marzo, di antenne ce n’erano soltanto 9. Ora le prime osservazioni, che cominceranno a settembre, possono partire secondo il piano originale.

Una tappa significativa dunque, per l’Europa e per il progetto intero, che si propone di studiare l’origine dei pianeti, delle stelle, delle galassie e perfino dello stesso Universo, grazie all’osservazione dei gas e delle polveri della Via Lattea e oltre, fino alla radiazione fossile risalente all’epoca del Big Bang.

Al progetto anche l’Italia sta dando il suo contributo. Infatti presso l’Istituto di Radioastronomia (Arc) dell’Inaf (Istituto Nazionale Astrofisica) ha sede uno degli 8 Alma Regional Center della rete europea. “Fra i compiti dell’Arc italiano - spiega Brand - c’è il supporto agli utenti nella preparazione delle osservazioni e per la riduzione dei dati (espressione del gergo astronomico-astrofisico con cui si intende, di fatto, l’analisi dei dati, N.d.R.). Inoltre, l’Arc ha la responsabilità di mantenere la comunità astronomica informata e aggiornata su Alma, e più in generale sull’astronomia millimetrica interferometrica, tramite seminari, corsi e scuole”.

Mentre verranno condotte le prime osservazioni, comunque, la costruzione dell’intero sito andrà avanti, con previsione di concludersi entro il 2013, quando nel sito ci saranno 66 antenne, 25 dall’Europa (fornite dall’Eso, European Southern Observatory, che opera in Cile, e realizzate dallo European Aem Consortium), altre 25 dal Nord America e 16 dall’Asia Orientale, tutte sofisticatissime (in grado di rilevare onde millimetriche e sub-millimetriche), e in grado di lavorare contemporaneamente per il raggiungimento degli obbiettivi prefissati.

Non resta che attendere notizie dall’Universo, a questo punto.

Roberta De Carolis

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