Ghiaccio soffice dalla cometa Hartley 2

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La missione Nasa Epoxi, che volò verso la cometa Hartley 2 il 4 novembre 2010, notò che dalla cometa scorrevano via particelle di ghiaccio soffice di dimensioni variabili, da quelle di una pallina da golf a quelle di una palla da basket.

Dal sito Science Daily si apprende che i dati di Neowise mostrano che esse, anche se di piccole dimensioni, sopravvivono lontano dalla cometa più di quanto previsto, terminando nella scia di detriti dell’Hartley 2. La squadra di Neowise è riuscita dunque a determinare le dimensioni di queste particelle osservando quanto lontano esse deviavano dalla scia.

Le particelle più grandi hanno meno probabilità di essere spinte via dalla scia dalla pressione di radiazione proveniente dal Sole. Le osservazioni dimostrano anche che Hartley 2 espelle anidride carbonica ad una distanza di 2,3 unità astronomiche dal Sole e che la cometa è più lontana dal Sole rispetto a dove la missione Epoxi individuò scorrere via alcuni getti di anidride carbonica.

"Siamo rimasti sorpresi quando abbiamo scoperto che l'anidride carbonica gioca un ruolo significativo nell'attività della cometa Hartley 2 quando questa è più lontana dal Sole", ha dichiarato James Bauer, autore di un articolo sulla scoperta uscito sull’Astrophysical Journal.

Il JPL (Jet Propulsion Laboratory) dirige e gestisce il WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer) per il NASA Science Mission Directorate di Washington, mentre il ricercatore principale, Edward Wright, lavora alla UCLA (University of California, Los Angeles). La missione è stata scelta per il Programma Explorers NASA gestito dal Goddard Space Flight Center di Greenbelt (Maryland).

Lo strumento scientifico è stato costruito presso il laboratorio di Dinamica spaziale di Logan (Utah), mentre la navicella spaziale dalla Ball Aerospace & Technologies Corp. di Boulder (Colorado).

Le operazioni scientifiche e l’elaborazione dei dati hanno luogo presso l’Infrared Processing and Analysis Center del Caltech (California Institute of Technology) di Pasadena, che gestisce il JPL per la NASA.

Antonino Neri

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