Asteroidi: Yu55 l'8 novembre sfiorerà la Terra

yu55

Non c’è nulla di catastrofico nell’evento, sebbene ultimamente la cronaca ci abbia abituati a qualsiasi tipo di teoria o profezia in grado di annientare l’intero pianeta in una manciata di secondi. Si tratta solo di un asteroide il cui nome rassicurante è 2005 YU55. Nonostante le dimensioni di questa roccia gigantesca siano di proporzioni considerevoli, gli astrofisici hanno da subito smentito qualsiasi tipo di fantasie apocalittiche. Così, per il momento, si persiste nell’attento monitoraggio dell’asteroide ramingo che l’8 novembre 2011 incontrerà la Terra ad una distanza di soli 300 mila chilometri.

2005 YU55 è e sarà la ‘mina vagante’ più grande ad incrociare il nostro pianeta fino al 2028. È questo il motivo per cui l’attenzione è concentrata tutta su di lui. Il suo diametro, infatti, misura 400 metri, più o meno la lunghezza di una portaerei. Solo questo dato è sufficiente per immaginare come i telescopi siano rivolti verso di lui, sin da quando ne fu scoperta l’esistenza e se ne calcolò l’impressionante distanza minima di sicurezza con la quale ci ‘sfiorerà’ alla fine di questo anno.

Nonostante la sua relativa vicinanza e le dimensioni, YU55 non rappresenta una minaccia per la Terra, non c’è pericolo di una collisione almeno per i prossimi 100 anni”, è quanto di rassicurante afferma Don Yeomans, responsabile del Near-Earth Object Programme della Nasa, per il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena. I 325 mila chilometri che ci separeranno da lui saranno irrilevanti nell’immensità del cosmo, tuttavia risulteranno impercettibili nel naturale equilibrio terrestre. Continua Yeomans: “Il suo avvicinamento non influenzerà né le maree, né nient’altro.

Il gigantesco vagabondo dell’universo è considerato un asteroide di tipo C, ossia uno di quelli composti del materiale primordiale dal quale il nostro Sistema Solare ha avuto origine. I sofisticati telescopi e le antenne radar, come quella situata in California e che tiene 2005 YU55 costantemente sotto osservazione già da un po’ di tempo, saranno in grado di fornire delle suggestive immagini in 3D con lo scopo di ricostruire una mappa dettagliata della sua superficie e decifrare la natura delle sue rocce e dei suoi crateri. Inoltre, grazie alle osservazioni che ci giungono dall’Osservatorio di Arecibo, a Porto Rico, sarà possibile stabilire se l’asteroide è accompagnato da una o due lune. Particolare che, dalle prime osservazioni effettuate nel 2010, non è emerso.

Federica Vitale

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