Il Tevatron scopre una nuova forza della natura, racchiusa in una particella

CERN

Da molti è già stata battezzata come 'la particella di Dio'. Si tratta della nuova scoperta realizzata presso i laboratori del Fermilab di Batavia, nell'Illinois. Da 23 anni attivo nella fisica delle particelle, l'acceleratore Tevatron del Fermi National Accelerator Laboratory la cui fama è stata probabilmente offuscata dall'Lhc che opera al Cern di Ginevra, è tornato alla ribaltà con quella che sembra essere la scoperta del secolo.

Una particella elementare del tutto sconosciuta è apparsa agli occhi degli studiosi, che l'hanno subito associata al Bosone di Higgs. Forse indice di un tipo di forza non ancora nota al mondo scientifico, la nuova particella è stata rilevata dal vecchio acceleratore Tevatron, che, ironia della sorte, è ormai destinato allo spegnimento, il prossimo settembre.

Tuttavia, dopo un primo momento, gli studiosi si sono resi conto che la particella scoperta andasse ben oltre il Bosone di Higgs. A confermarlo è stato anche Giovanni Punzi, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare: "Non si tratta del Bosone di Higgs: è l'unica cosa di cui siamo certi. Il bosone di Higgs è un tassello che si inserisce in un puzzle che già possediamo. Questo è qualcosa che va al di là, una nuova interazione e forse una nuova forza".

A far pendere la bilancia verso tale ipotesi è il fatto che la particella rilevata dal Tevatron è troppo 'pesante'. Ma adesso si sta scatenando una nuova battaglia tra le due sponde dell'Atlantico. Da una parte gli studiosi del Fermilab vorrebbero proseguire gli studi sulla nuova particella, dal'altra c'è chi ritiene che la palla debba essere passata al ben più giovane Cern di Ginevra.

Francesca Mancuso

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