Vaccino universale: arriva nel 2013 contro tutti i tipi d'influenza

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Se ne parla ormai da tempo, e pare che il vaccino universale per tutti i tipi d'influenza potrebbe essere realtà già nel 2013.  quanto emerge da una ricerca condotta da alcuni ricercatori dell'US National Institute of Allergy and Infectious Diseases di Bethesda, pubblicata sulla rivista Science.

Gli studiosi hanno infatti effettuato degli esperimenti su animali da laboratorio, provando come il vaccino resistesse a tutti i ceppi d'influenza, compresa quella aviaria. La chiave in una tecnica innovativa composta da due passaggi. Il primo in cui gli studiosi hanno utilizzato un vaccino base, derivato da un virus del 1999, indirizzato alle parti comuni dei virus influenzali.

Il secondo, invece, in cui hanno inoculato nelle cavie il Dna che codifica una proteina del virus chiamata 'emoagglutinina', con l'obiettivo di stimolare la produzione di anticorpiE secondo gli esperti, così facendo si dovrebbe aumentare l'efficacia del vaccino, anno dopo anno, fino ad arrivare a un'immunizzazione totale.

Intanto, precisano i ricercatori, i risultati sono stati più che positivi. "Gli animali hanno mostrato una resistenza a tutti i ceppi di influenza, compresa quella aviaria", ma solo dopo aver ricevuto "entrambe le iniezioni".

Gary Nabel, auotre dell'analisi, non nasconde dunque l'entusiasmo ed esulta: "Siamo molto eccitati dalla scoperta anche perche' lo stesso principio potrebbe essere applicato ad altre malattie virali come l'epatite, che prevedono una vaccinazione di base nei primi anni di vita e richiami aggiuntivi nell'età adulta".

A fargli eco anche il Professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano: "Si tratta di un filone di ricerca già noto da tempo e i più maligni sostengono che possa esserci un atteggiamento avverso da parte delle case farmaceutiche, timorose di vedere eroso un indiscusso business – fa notare Pregliasco – ma la verità è che l’ipotesi di un vaccino universale comporta innanzitutto il problema di antigeni immutati della matrice che hanno una buona possibilità di modificarsi. L’approccio di questo team statunitense mi pare però che possa essere un buon modello e che possa nel tempo arrivare a tagliare il costo annuale dei vaccini antinfluenzali".

Augusto Rubei

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