Tumore ai polmoni: ecco la nuova terapia senza chemio. Da oggi sarà somministrata una pillola

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La chemioterapia non è più la unica via possibile per curare il tumore al polmone e smettere di fumare "prima dei 35 anni" stabilizza il rischio di cancro al pari di chi non ha mai fumato. quanto emerso questa mattina a Roma durante la conferenza stampa di presentazione della II Italian Conference on Thoracic Oncology (Ciot), promossa dall'Associazione italiana oncologia toracica.

Per evitare la chemio, hanno avvisato gli esperti durante la conferenza, c'è un farmaco chiamato Gefinitib, efficace sui malati di tumore al polmone 'non a piccole cellule' (si tratta della maggioranza, 80 pazienti su 100) che presentano una mutazione del gene Egfr. Mutazione, presente solo negli ex-fumatori da lunga data, in chi non ha mai fumato e nelle donne. Doccia fredda dunque per i fumatori incalliti.

Tuttavia, ad aprire uno spiraglio di speranze verso i fumatori, ci pensa Filippo de Marinis, presidente della II Italian Conference on Thoracic Oncology, il quale osserva che "pur considerando che i fumatori di oltre 40 sigarette al giorno abbiano un rischio 60 volte superiore ai non fumatori di sviluppare il cancro ai polmoni, questo rischio diminuisce in rapporto al numero di anni dalla cessazione del fumo".

L'esperto spiga che "per tornare a un rischio pari a quello di un paziente che non hai mai acceso una sigaretta nel corso della sua vita, bisogna aver smesso da almeno 10 anni. Dieci anni che- precisa l'oncologo- devono arrivare il prima possibile, e' auspicabile intorno ai 30-35 anni al massimo". 

Per le donne invece varrebbe il contrario, visto che "sempre piu' giovanissime sviluppano questa forma di tumore, un cancro, tra l'altro, per cui non esiste un test. Quindi bisogna pensarci e concordare un controllo con il proprio medico. Per le donne non esiste solo il cancro della mammella".  

Augusto Rubei

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