Metodo Stamina: nuovo attacco di Nature

Stamina comunicato ISS

Il Metodo Stamina proprio non piace a Nature, che lo attacca nuovamente con un duro editoriale, nel quale invita il Ministro della Salute italiano a prendere decisioni radicali in merito, risolvendo ogni incertezza su una sperimentazione seguita dal Governo. Le autorità esultano, mentre Davide Vannoni intanto incassa la decisione del Tar del Lazio, che ha accolto il suo ricorso in merito allo stop imposto dal Ministero.

E proprio su questa sentenza si scaglia l’editoriale, ritenendola possibile causa di ulteriori dubbi, che per gli scienziati non ci sono: “Come Nature e gli esperti indipendenti hanno sottolineato molte volte, non ci sono prove che la terapia funzioni, e anzi potrebbe essere dannosa si legge nell’articolo - Il Ministro Lorenzin deve porre fine a questa incertezza. Deve liberare dall’accordo di riservatezza i membri del comitato che hanno preparato la relazione critica”.

Gli scienziati sollevano quindi anche un’altra problematica: la sostanziale nebbia che avvolge tutta la metodologia. Nessuno infatti ha mai realmente saputo in che cosa consiste nei dettagli. Sappiamo che si basa su un trattamento particolare di cellule staminali mesenchimali prelevate dal paziente, che, dopo la manipolazione, vengono nuovamente infuse nel malato, dando vita – questo sostiene Vannoni – a nuovi neuroni, e portando di conseguenza alla stabilizzazione e a volte un miglioramento di molte malattie neurodegenerative.

Ma che cosa effettivamente facciano in laboratorio gli esperti di Stamina sulle cellule non è chiaro e gli stessi membri del Comitato, d’altronde, hanno ricevuto un protocollo standardizzato e quindi semplificato, secondo le indicazioni che erano state fornite a Stamina Foundation affinchè la metodologia potesse essere valutata.

Il Tar, tra l’altro, ha invitato a rimuovere tale Comitato e a sostituirlo con esperti che non avessero già espresso parere sfavorevole riguardo Stamina, possibilmente stranieri. Altra questione che Nature sembra non aver gradito: “Questa può sembrare una buona idea, ma significa avventurarsi su un terreno pericoloso. Esistono potenti interessi internazionali sostenenti cliniche che offrono terapie con cellule staminali non dimostrate in paesi come Messico e Uganda”.

Chiaramente in questi paesi non esistono regolamentazioni ferree come in Occidente e possono essere “legalizzate” forme di sfruttamento di persone disperate. È possibile quindi, sottolinea l’editoriale, che una lacuna del genere in un paese europeo possa essere pericolosamente gradita a queste cliniche. Nella creazione di un comitato di sostituzione, quindi, la Lorenzin dovrebbe scegliere scienziati realmente indipendenti da lobby che potrebbero avere agganci con queste aziende, suggerisce Nature.

Il Ministro ha comunque già comunicato che la macchina burocratica e organizzativa per la scelta di un nuovo Comitato è già partita. Funzionerà?

RDC

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