Metodo Stamina: protesta a Montecitorio. I malati vogliono le cure di Vannoni

cellule staminali

Il Metodo Stamina è stato rigettato dal Ministero della Salute, che l’ha ritenuto inconsistente, bloccando la sperimentazione in corso. Ma i malati non ci stanno e protestano ora anche davanti a Montecitorio, con una manifestazione che sembra aver raggiunto dei toni shock.

I pazienti e le loro famiglie chiedono a gran voce lo sblocco delle cure compassionevoli e la ripresa di una verifica seria sull’efficacia del metodo di Davide Vannoni.

Ma perché questo accanimento da entrambe le parti? La metodica, come più volte ribadito, non è stata riconosciuta dalla comunità scientifica, che l'ha più volte bollata di non concretezza. D'altronde, secondo il padre di Stamina Foundation, i pazienti presi in cura presso gli Spedali di Brescia migliorano. Anche se le loro cartelle cliniche sembrano essere top secret.

Il parere dei familiari dei soggetti direttamente coinvolti, affetti da patologie incurabili, debilitanti e fortemente invalidanti, non può essere preso in considerazione, secondo le autorità, perché privo di obbiettività e condizionato emotivamente. D'altronde dati inconfutabili, stando alle parole del Comitato Scientifico preposto alla valutazione della terapia, non esistono.

Ma in una recente intervista rilasciata alla nostra redazione, Davide Vannoni si è scagliato contro il “sistema”, stando alle sue parole costruito in modo tale da difendere interessi economici ben superiori, soprattutto quello delle case farmaceutiche, che non vogliono perdere il monopolio sulle cure mediante staminali, nel nostro paese dichiarate medicinali e non trapianti, ma anche di tutto il personale dirigente sanitario, “agganciato” a questi poteri.

Le accuse di Vannoni sono state a dir poco pesanti: “Hanno speso 500 mila euro per fare il ricorso contro tutti i pazienti. Con quei soldi avrebbero potuto curare subito tutte le persone in lista di attesa. Invece il loro gioco è quello di lasciar morire le persone in lista di attesa, per poter togliere la motivazione ad altri di accedere alle cure compassionevoli. Io ritengo criminale un comportamento di questo genere”. A riprova di ciò, secondo il Presidente, ci sarebbe la decisione di non inserire biologi all’interno del Comitato, che avrebbe dovuto valutare un protocollo di produzione di cellule staminali.

Oggi un'altra protesta, a cui sembra essere seguito un incontro a Palazzo Chigi, dove sarebbero stati ricevuti i manifestanti che si battono per il Metodo Stamina, ma anche il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco Luca Pani, il direttore del Centro Nazionale Trapianti Alessandro Nanni Costa e il direttore generale dei dispositivi medici del Ministero della Salute Marcella Marletta.

Non sappiamo ancora però con quali fini e con quali accordi eventualmente raggiunti.

RDC

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