Truvada: il farmaco anti-Aids è ok negli USA

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Truvada, il farmaco capace di prevenire l'infezione da virus HIV, è stato approvato negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration. Il farmaco deve essere associato ad una corretta profilassi e sembra sia in grado di ridurre il rischio della malattia dal 44 al 73 per cento.

Prodotto dalla Gilead Sciences in California, Truvada è un composto di emtricitabina e tenofovir disoproxil fumarato. È stato concepito per quanti corrono il rischio di contagio in seguito a rapporti occasionali o da chi ha accanto un partner HIV positivo. Indispensabile sarà l'impegno dei medici nell'informare quanti prenderanno in seria considerazione l'idea di intraprendere il trattamento profilattico.

Tuttavia, l'approvazione della FDA non è stata accolta favorevolmente da tutti. Serpeggia infatti il timore che il farmaco possa indurre una falsa sensazione di sicurezza nei soggetti a rischio. La sua azione, si tiene a precisare, non sostituisce in alcun modo la necessità di evitare comportamenti a rischio. Esso dovrebbe invece essere usato come supporto agli usuali metodi di prevenzione, da affiancare alla riduzione di rapporti non protetti e l'esecuzione dei test. Inoltre, un approfondito monitoraggio grazie a test regolari sarà di aiuto nel capire se la pillola possa indurre lo sviluppo di varianti di HIV resistenti al farmaco. Per questo, l'azienda produttrice si incarica di raccogliere e valutare campioni di HIV dalle persone infette mentre sono in trattamento con il farmaco. Infine, anche le donne in gravidanza verranno seguite durante l'assunzione della pillola.

Truvada è già in commercio dal 2004 come trattamento per le persone infette e, da allora, viene usato per fermare l'insorgenza di alcuni inequivocabili sintomi e complicanze della malattia. Innegabile il grande passo in avanti nella trentennale lotta contro il virus che causa l'Aids. Gli studi condotti dalla Gilead Sciences hanno finora dimostrato che il farmaco è in grado di impedire l'infezione del virus se viene assunto come misura precauzionale. Durante i tre anni di ricerche, si è scoperto che dosi giornaliere di Truvada possano ridurre il rischio di infezione del 42 per cento dei maschi, se accompagnato ovviamente all'uso fondamentale dei preservativi e se seguiti dal counseling medico.

Secondo quanto affermano gli esperti, sono circa 50 mila gli americani che ogni anno scoprono di essere sieropositivi, nonostante le frequenti campagne di prevenzione e sensibilizzazione promosse da vari enti. Truvada, dunque, potrebbe posizionarsi tra i nuovi metodi e trattamenti di prevenzione per combattere il virus non solo negli Stati Uniti, ma ovunque nel mondo.

Federica Vitale

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