Hiv: la FDA da l'ok al primo farmaco preventivo contro l'Aids

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Meglio prevenire che curare: detto famoso che ora sembra valere anche per Truvada, farmaco anti Aids, combinazione di altri due già utilizzati per la lotta a questa malattia, Emtriva e Viread. Il panel di esperti della Food and Drug Administration (Fda) ha infatti espresso parere favorevole al suo utilizzo anche come farmaco preventivo. L’organizzazione, che negli Usa decide se autorizzare o meno la messa in commercio dei medicinali, si riserva di prendere una decisione definitiva entro il 15 Giugno, ma questo primo sì rappresenta comunque una svolta storica per la lotta a questa terribile malattia.

Truvada è un farmaco retrovirale, ovvero una molecola che impedisce la riproduzione di particolari virus, come l’Hiv causa dell’Aids, che si replicano sintetizzando prima l’Rna che il proprio Dna (contrariamente al processo classico, che funziona in modo opposto). Questi medicinali inibiscono infatti la trascrittasi inversa, l’enzima che compie la sintesi, sostituendosi ad alcune componenti dell’Rna. In questo modo il Dna formato è incompleto e quindi incapace di generare nuovi virus.

Da molto tempo ormai la terapia contro questa malattia procede mediante questo meccanismo, che sembra l’unico in grado almeno di contenere la carica virale presente nel sangue degli infetti. Ma ora sembra che la ricerca abbia trovato, per la prima volta come sottolinea il Wall Street Journal, una pillola capace addirittura impedire il contagio. Da qui l’espressione favorevole degli esperti dell’Fda, non scevra tuttavia da polemiche.

Non c’è dubbio che se l’utilizzo di questo farmaco sarà diffuso, l’utilizzo del preservativo ed altri metodi per prevenire l’infezione da Hiv diminuirà – tuona Robert Elliott, infermiere professionale, ai microfoni della Cnn - In questo momento noi non sappiamo abbastanza sulla rapidità di azione del farmaco o sull’effettivo contenimento del rischio dovuto al suo utilizzo. Per ora Truvada non è e non può essere considerato sicuro ed efficace per prevenire infezioni da Hiv”.

Gli fa eco Michael Weinstein, presidente e fondatore dell’Aids Healthcare Foundation, altrettanto preoccupato riguardo ad un possibile decremento dell’utilizzo del preservativo, ad oggi l’unico metodo sicuro di prevenzione da malattie sessualmente trasmissibili: “Approvare Truvada sarebbe un’azione avventata” afferma.

Polemiche a parte, la sperimentazione fornisce tuttavia numeri rassicuranti, anche se il preservativo resta una fonte di protezione da non abbandonare per nessun motivo: Truvada ha mostrato infatti di diminuire i pericoli di contagio tra i gay e nelle coppie eterosessuali in cui un partner è sieropositivo rispettivamente del 44 per cento da solo e del 75 per cento in congiunzione con i profilattici.

Che la sua diffusione possa comportare una maggiore “rilassatezza” nei costumi è indubbio, ma la lotta ad una malattia che ancora nel 2007 colpiva 33,2 milioni di persone di cui 2,5 milioni di bambini, deve continuare.

Roberta De Carolis

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