Alzheimer: le immunoglobuline per prevenirlo?

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Alzheimer, un vaccino potrebbe prevenire la malattia. A rivelarlo uno studio condotto dalla Mount Sinai School of Medicine di New York. La somministrazione di immunoglobulina umana per endovena ha già dato buoni risultati.

Anche in passato, sono stati effettuati studi riguardanti l'uso delle immunoglobulina in relazione all'Alzheimer, ma la nuova ricerca ha messo in luce che attraverso modi e tempi di somministrazione differenti si potrebbero ottenere risultati migliori rispetto a quelli attualmente registrati.

I trattamenti basati sulla somministrazione di immunoglobulina umana per via endovenosa (IVIG) non sono una cosa recente. Già in passato diversi studi clinici hanno tentato di mostrare l'efficacia di IVIG nei soggetti affetti dal morbo di Alzheimer, ma con scarsi risultati.

La nuova ricerca, coordinata da Giulio Maria Pasinetti, docente di Neurologia e Psichiatria della Mount Sinai School of Medicine, ha svelato che con nuovi dosaggi e con differenti tempi di somministrazione si può fare di più per prevenire la malttia.

Come spiega l'Agi, insieme al suo team di ricercatori, Pasinetti ha scoperto che la somministrazione prolungata dell'immunoglobulina in quantità da 5 a 20 volte inferiori rispetto alle dosi equivalenti utilizzate nei pazienti con malattia di Alzheimer, è risultata efficace ad attenuare la malattia e a favorire una maggiore plasticità sinaptica.

"Questa osservazione sperimentale fornisce una base razionale per correggere l'incoerenza dei risultati finora ottenuti nei trial clinici della malattia di Alzheimer con IVIG" spiega Pasinetti.

Lo studio è stato pubblicato su Federation of American Societies for Experimental Biology.

Francesca Mancuso

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