MRSA: il superbatterio ormai resistente agli antibiotici

mrsa bacteria

Superbatterio. Ci mancava anche questa. Dopo il supervirus realizzato nei laboratori dei Paesi Bassi, che tanto sta facendo discutere, un nuovo studio getta nuova luce su un particolare ceppo di batteri, il cosiddetto MRSA CC398 (Methicillin-resistant Staphylococcus aureus), che sarebbe diventato molto resistente agli antibiotici.

Un rischio paventato già da tempo, di cui adesso è stata scoperta l'origine. Il ceppo dello stafilococco MRSA, secondo gli esperti del Translational Genomics Research Institute (TGen) a Flagstaff in Arizona, sarebbe il risultato di un'evoluzione andata e ritorno. Che significa? Il batterio, inizialmente poco pericoloso, è passato dall'uomo agli animali d'allevamento. Successivamente, l'uso massiccio degli antibiotici negli allevamenti lo ha reso più resistente, prima di tornare all'uomo.

In realtà si tratta di un'indagine più ampia, che ha coinvolto i ricercatori di 20 istituti differenti che hanno unito le forze per studiare 89 genomi di uomini e animali in 19 paesi e quattro continenti. Il team internazionale di scienziati ha dunque scoperto che il salto del batterio dagli esseri umani agli animali alimentari è stata seguito da un aumento della sua resistenza prima alla tetraciclina, e successivamente alla meticillina, due antibiotici importanti per il trattamento di infezioni da stafilococco.

Il dottor Lance Price, autore principale dello studio e direttore del Centro del TGen ha dichiarato: "I nostri risultati sottolineano i potenziali rischi per la salute pubblica legati all'ampio uso di antibiotici nella produzione di alimenti di origine animale”. "MRSA CC398 è stato scoperto meno di un decennio fa, e sembra diffondersi molto rapidamente” ha aggiunto Price.

Di recente un altro studio, condotto presso l'Università di Edimburgo era arrivato ad una simile conclusione. Gli scienziati di Edimburgo infatti hanno scoperto il modo in cui alcuni superbatteri come l'MRSA e l'Escherichia Coli sono in grado di diventare resistenti al trattamento con antibiotici mappando la complessa struttura molecolare di un enzima presente in essi.

I batteri diventano resistenti assorbendo DNA di solito da altri microrganismi come gli stessi virus, contenenti le informazioni genetiche che permettono loro di bloccare l'azione dei farmaci.

Il dottor David Dryden che ha condotto lo studio ha spiegato: "Sappiamo da tempo che questi enzimi sono molto efficaci nel proteggere i batteri dagli attacchi di altre specie. Ora abbiamo dipinto un quadro di come ciò si verifica, e dovrebbe rivelarsi una preziosa informazioni per la lotta contro la diffusione di superbatteri resistenti agli antibiotici".

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista mBio.

Francesca Mancuso

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