Vaccino universale: individuato il gene miracoloso che ci rende immuni all'influenza

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Grazie a lui non ci si ammala di nessun tipo di influenza, anche se ci si espone in modo continuo e diretto. Miracolo? No, un gene. Lo dicono gli studiosi del Laboratorio di ricerca in Microbiologia e Virologia dell’Università San Raffaele di Milano, creato dall’immunologo Roberto Burioni e da Massimo Clementi, preside della facoltà di Medicina e Chirurgia.

Tale gene consente ai fortunati individui di produrre un super anticorpo in grado di neutralizzare quasi tutti i virus influenzali che hanno colpito l’uomo negli ultimi 90 anni, compresa l’aviaria H5 di cui abbiamo tanta paura e la suina che ci ha colpito nel 2009.

A questo risultato i ricercatori sono arrivati studiando la mappatura genetica di un individuo che riferiva di non essere mai stato infettato da nessun tipo di influenza, nonostante ripetute esposizioni. Dall’analisi dei suoi geni è stato possibile individuare quello miracoloso e clonarlo in laboratorio, dimostrando la sua efficacia contro una serie incredibile di virus influenzali.

Abbiamo studiato il sistema immunitario di un individuo che ricordava di non essere stato mai colpito dall’influenza nonostante un’intensa esposizione al virus –spiega infatti Burioni- Abbiamo cercato di capire la dinamica di quella sorta di inattaccabilità. Abbiamo inteso che quell’individuo aveva una sorta di talento fisiologico: il suo sistema immunitario reagiva all’attacco del virus in modo straordinariamente potente. Siamo riusciti ad isolare e clonare i geni dell’anticorpo alla base di quell’inattaccabilità intuita all’inizio del nostro lavoro”.

Ma c’è di più, come spiega ancora lo studioso: “Il fatto che siamo in grado di riprodurre in maniera illimitata in laboratorio la molecola anticorpale ha avviato la procedura della sperimentazione clinica […] A Milano è indubbio che abbiamo scovato una leva straordinaria nella prevenzione delle influenze virali […] Abbiamo aperto la strada per la messa a punto di un vaccino unico contro i virus influenzali da farsi una volta nella vita”.

La scoperta si inserisce a questo punto a pieno titolo nella ricerca di un vaccino universale contro l’influenza, che da anni impegna medici e biologi di tutto il mondo. Le difficoltà incontrate finora erano dovute soprattutto all’estrema variabilità e mutabilità di questi virus, capaci di adattarsi ad ambienti diversi con incredibile facilità, neutralizzando il potere difensivo dei vaccini. Il più recente passo prima di quest’ultimo è dell’estate scorsa, quando gli studiosi dell’Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona (Svizzera) isolarono il super anticorpo F16 in grado di reagire a moltissimi virus influenzali.

Quest’ultimo step dunque incoraggia sempre di più gli studiosi di tutto il mondo a risolvere questo nodo cruciale per la salute pubblica (ancora oggi, in Italia, la patologia, da molti considerata lieve, è invece la terza causa di morte per malattia infettiva dopo l’Aids e la tubercolosi).

Il lavoro è stato pubblicato su PlosOne.

Roberta De Carolis

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