Organi artificiali: grazie alle staminali il primo intestino in provetta

provetta_2222

Realizzato il primo intestino umano in provetta con l'ausilio delle cellule staminali. A mettere a punto la ricerca, pubblicata in questi giorni su Nature, è stato il biologo James Wells, dell'Ospedale pediatrico di Cincinnati, con il supporto del collega Jason Spence.

Si tratta del terzo obiettivo raggiunto dalla scienza medica nel campo degli organi artificiali. Lo scorso giugno l'Università di Yale aveva presentato per la prima volta un polmone in provetta, dopo di che era stato il turno di un team di ricercatori dell’Istituto della Wake Forest University di Winston Salem (North Carolina), che avevano creato un fegato in laboratorio non impiantabile però sull'uomo a causa delle sue piccole dimensioni.

Oggi, invece, la ricerca sulle staminali ci apre un'altra strada: un intestino artificiale, che secondo gli esperti ci porterà "a trapianti senza rischio di rigetto e alla possibilita' di studiare meglio alcune malattie molto comuni proprio dell'intestino".

'' il primo studio che dimostra che le cellule staminali umane pluripotenti possono essere indirizzate in laboratorio a formare in modo efficiente un tessuto umano con un'architettura tridimensionale ed una composizione cellulare assolutamente simile a quella del tessuto intestinale'', sostiene Wells, autore della ricerca.

Lo studio. Sono state utilizzate sia le cellule staminali embrionali, sia le staminali ottenute riprogrammando cellule adulte, chiamate staminali pluripotenti indotte (Ips), per creare l'intestino in provetta. I ricercatori hanno individuato un infallibile cocktail di fattori di crescita "capace di riprodurre l'ambiente nel quale l'intestino si sviluppa a livello embrionale", pertanto hanno coltivato le staminali "finche' non sono diventate cellule del tessuto intestinale".

Due i passi fondamentali della trasformazione delle staminali avvenuta in provetta: prima le cellule immature sono state spinte a diventare endoderma, poi le cellule dell'endoderma hanno ricevuto le istruzioni per diventare cellule progenitrici dell'intestino. Così, in ventotto giorni hanno formato un tessuto simile all'intestino fetale, che "ha continuato a svilupparsi in modo regolare e completo".

Un importante balzo in avanti della scienza, che già fissa il prossimo traguardo: la sperimentazione sull'uomo. "I test finora avviati sugli animali - ricorda infatti Wells - dimostrano per la gran parte dei casi che l'intestino puo' essere utilizzato con successo nei trapianti".

Augusto Rubei

Leggi tutti i nostri articoli su Cellule staminali

Cerca

Noi raccomandiamo Buono ed Economico