Cambiamenti climatici: ecco le tecnologie che possono fermarli, ma anche peggiorare la situazione

Cambiamenti climatici dipinti cop

La tecnologia ha in parte provocato i cambiamenti climatici, ma ora può anche frenarli. Nobili cause come gli investimenti nelle fonti di energia rinnovabile possono chiaramente invertire la tendenza. Ma alcune tecnologie della geoingegneria o più propriamente hi tech, dal ferro negli oceani contro le emissioni di anidride carbonica, alle particelle spruzzate nell’atmosfera per bloccare i raggi solari, potrebbero avere conseguenze ancora più disastrose.

Particelle di zolfo in atmosfera

2,8 milioni dollari per iniettare particelle di zolfo nell’atmosfera con l’obiettivo dichiarato di impedire ai raggi del sole di raggiungere la Terra, in modo da frenare il Global Warning che minaccia il nostro pianeta.”Personalmente, questa roba mi terrorizza - ha detto però Matthew Watson dell’Università di Bristol – Anche se le temperature potrebbero essere ridotte per effetto delle particelle, il margine per un passo falso è considerevole”.

Piantagioni di alberi nel deserto

Emissioni di anidride carbonica in eccesso? Alberi nel deserto potrebbero contrastare il fenomeno, che per alcuni è responsabile dell’aumento della temperatura sul nostro pianeta. Tenendo conto che non tutti sono convinti della diretta responsabilità di questo gas nei cambiamenti climatici, una simile iniziativa potrebbe in realtà opporsi al riflesso naturale della luce solare sulla sabbia verso lo spazio, contribuendo ad aumentare il surriscaldamento invece che a mitigarlo.

Ferro disperso negli oceani

Disperdere particelle di ferro negli oceani di tutto il mondo potrebbe favorire la crescita di organismi fotosintetici capaci di assorbire anidride carbonica. Un metodo relativamente semplice di intervenire sul riscaldamento globale? Forse sì, ma un intervento di questo tipo intossicherebbe ulteriormente gli oceani del mondo, danneggiando gli animali marini nel loro habitat naturale.

Ray-drone per combattere la siccità

Non piove? Un drone crea nuvole e stimola la pioggia, stimolando in particolare le precipitazioni nelle aree del mondo colpite da siccità. É il progetto al quale sta lavorando un team di ricercatori del Nevada Desert Research Institute, che per la stimolazione della pioggia hanno deciso di usare direttamente l’azione delle particelle di ioduro d’argento, che secondo il coordinatore del gruppo Tilley, permetteranno di agire direttamente sulle nuvole. E se i rischi superassero i benefici?

Come frenare dunque i cambiamenti climatici senza causare altri danni irreparabili? La conferenza sul clima COP21, che quest’anno si svolgerà a Parigi, si prefigge che tutti i paesi, fra cui i maggiori emettitori di gas a effetto serra, industrializzati o in via di sviluppo, si impegnino in un accordo costruttivo sul clima. Che punta agli obbiettivi, non agli strumenti con cui raggiungerlo.

E se la soluzione fosse intervenire sulle cause invece che sugli effetti della produzione di anidride carbonica?

Roberta De Carolis

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