Nel 2100 diremo addio al surf: colpa dei cambiamenti climatici

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Chi vivrà sulla Terra nel 2100 dovrà dire addio al surf. E ancora una volta sarà colpa dei cambiamenti climatici. In particolare, a rischiare “l'estinzione” saranno i celebri cavalloni che si infrangono sulle coste della California.

Una data che sembra lontanissima ma anche in realtà è pari a qualche generazione. Tra circa 80 anni infatti le onde che attualmente sono cavalcate dai surfisti di Santa Cruz non andranno più verso la costa ma le cammineranno in un certo senso a fianco, percorrendo una sorta di via parallela.

A rivelarlo è stato un nuovo studio condotto dagli scienziati dell'Istituto di geofisica americano in collaborazione coi colleghi dell'Università della California Santa Cruz. Attraverso modelli climatici globali che utilizzano le condizioni passate (1976-2005), le tendenze attuali e gli scenari futuri (2026- 2045 e 2085-2100) delle emissioni di gas a effetto serra, combinandoli con la velocità e la direzione del vento, i climatologi hanno cercato di capire cosa accadrà nel Pacifico, nei paesi che vi si affacciano e in alcune sue isole.

Oggi, gli spettacolari cavalloni che attirano i surfisti di tutto il mondo in California, a Santa Cruz, nascono dalle maestose tempeste oceaniche che si verificano al largo. Dopo un lungo viaggio, arrivano fino alla costa dove ad aspettarle con le loro tavole ci sono migliaia di appassionati.

Ma in futuro, in particolare dal 2100, non sarà più così visto che esse si gonfieranno lungo una rotta parallela alla costa. E se la temperatura aumenterà ancora nella regione artica, le grandi tempeste invernali si sposteranno più a nord.

Come se non bastasse, l'innalzamento dei livelli delle acque del mare sarà complice della fine del surf: le onde delle attuali dimensioni non si infrangeranno più in quelle grandi creste che oggi conosciamo, come ha sottolineato Curt Storlazzi, geologo e oceanografo ma “si romperanno molto più vicino alla costa.”

“Anche se i risultati mostrano una certa eterogeneità spaziale, in generale, l'altezza significativa delle onde da dicembre a febbraiospiegano gli scienziati “aumenterà dal presente al metà del secolo per poi diminuire verso la fine del secolo”.

I loro calcoli dettagliati saranno utili anche per chi dovrà sviluppare piani di resilienza costiera, per gli sforzi di ripristino degli ecosistemi e per gli ingegneri che progetteranno le infrastrutture future.

Iniziamo a rassegnarci. Per i nostri nipoti la tavola da surf potrebbe essere un oggetto inutile.

Francesca Mancuso

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